09 giugno 2007

Capre e cavoli



Consiglio la saga della famiglia Malaussène a chiunque non la conoscesse. E anche a chi la conosce già, a volte, non farebbe male rileggerla, questa storia di una tribù assurda e meravigliosa, che fa meraviglie con le parole e sogna.
Il capofamiglia, Benjamin, di professione fa il capro espiatorio. Quando qualcuno non sa a chi dare la colpa, o quando nessuno se la vuole prendere, entra in scena lui, che si prende parolacce e insulti per mestiere.
Lui lo fa perché ha una famiglia enorme da mantenere, e perché lo pagano bene.
Lui.

07 giugno 2007

Benvenuto

Dio è morto (si è suicidato)
Marx è morto (l'hanno ammazzato)
e lui

neanche un colpo di tosse

06 giugno 2007

auguri

What's a name? That which we call a Ross by any other name would smell as sweet.



Auguri alla nostra rosa gialla tra le rose rosa. Se non ci fosse, andrebbe inventata, come lo stracchino (rigorosamente su fette di polistirolo biologiche).

05 giugno 2007

Il nuovo Devoto-Marmugi



Diversi prima di me hanno detto che le parole sono importanti. Chi parla male pensa male. Non siamo noi a parlare, ma la lingua a parlare noi. Parole, parole, parole. Son quelli che distinguono parole da parole e sanno sceglier fra Mercuzio e Mina, che fanno i giocolieri fra le verità e le mode, fra Mina e fra Mercuzio son parole, non son frati (tutto, TUTTO).

Mi chiedo come fanno i bambini a sviluppare un pensiero coerente e corretto, quando tutti in famiglia parlano loro come se fossero deficienti? Il totto (cane che ha che non va? è anche corto, due sillabe, zac e via), il mommo (a me passerebbe la sete a sentire questa parola), si va a mimmi (a spasso, a zonzo, a giro, anche a bucopillonzi più volentieri che a mimmi).

Al Capoccione non parliamo assolutamente così. Anzi, quando al parco sentiamo qualche nonna o qualche mamma (i babbi e i nonni non ci sono mai, forse al parco si rischia di prendere l'orchite infettiva o la prostatite virale?) usare una di queste parole, guardiamo Leonardo e gli diciamo: australopiteco, sdrucciola, logaritmo, antanaclasi, acido desossiribonucleico. In almeno tre linge diverse.

04 giugno 2007

Ombelìcaro

Noto con rammarico che oramai ho un brillante futuro alle spalle. Non bado più nemmeno a quei pochi io sarò diventati per sempre io ero, né a certe sirene rauche e lontanissime.

Anche stamani mi hanno scritto da Berlino per avere delucidazioni su una poesia di Günther Kunert, Ikarus 64. E io ho risposto che non so più che dire. Che anche per me oramai Icaro cade in silenzio. E lontanissimo. Come in un vecchio quadro di Brueghel


(su questo quadro W. H. Auden ha scritto una poesia, tradotta in tedesco e in italiano da due persone cui tengo molto)

In realtà non ho nemmeno voglia di chiedere indietro Friburgo, i miei studenti e un dottorato che tu sai.
In realtà ho solo voglia di guardarmi l'ombelico.

03 giugno 2007

Incredibile

Oggi qualcuno mi ha lasciato senza parole.


Dissolvenza.

Libertà e palloncini colorati

Ieri l'altro ero a Pisa insieme a quella che è stata a lungo la mia allieva preferita ai tempi in cui insegnavo all'Università. Mi sconvolge pensare che si è appena laureata, lei che è stato il mio pulcino ai tempi delle Einführungen e delle Zwischenprüfungen. La mia turcocrucca preferita (ci accomunava la passione per Emre Belozoglu), la più bella fanciulla di Friburgo (e non perché si dice somigli a me), un'altra principessa senza scorta.

Le ho presentato il capoccione, si sono piaciuti moltissimo e il suo commento è stato: "Oh, Mensch, Chiara, sei mamma di una meraviglia. Sei MAMMA. Se me l'avessero detto l'ultima volta che ci siamo viste, giusto due anni fa, non ci avrei creduto. Te ne sei andata via tenendo in mano un palloncino a forma di cuore. Anzi, quel palloncino te l'eri legato all'orecchio."

02 giugno 2007

Cuore di mamma 2

Oggi a mezzogiorno Leonardo si è svegliato dal riposino preprandiale tra le urla. Non era mai successo e non c'era verso di calmarlo, né con Mozart, né col ciuccio (in genere bandito), né con Chomski e nemmeno con un pezzo di banana (in effetti mi ha guardato come dire: 'sei sicura che mi vuoi dare una cosa del genere prima di pranzo? ti rendi conto che stai infrangendo ogni regola educativa con cui cerchi di farmi crescere?', ho ignorato la mirada investigadora, bagnata dalle lacrime, ho pensato anche sim-sala-bim, ma non ha funzionato).

Urlava disperato (era ugualmente bello come il sole) e davvero non sapevo cosa fare. Ho addirittura pensato che fosse colpa mia. Certo, l'ho portato a pranzo con Galliani quando era ancora in pancia, dovevo aspettarmi che una crudeltà come questa prima o poi avesse le sue conseguenze.

Poi l'ho preso in braccio, gli ho sollevato la maglietta di Martins e gli ho fatto un grattino sulla schiena. Dopo un sospirone ha appoggiato la guancia di pesca sulla mia spalla, ha chiuso gli occhi e si è riaddormentato di botto.

E io ho pensato che al mondo non c'è cosa più bella di questa profumatissima palla di lardo.

01 giugno 2007

mio personale contributo alle vittorie nerazzurre

leggo sulla Gazzetta che la signorina Renata



aveva promesso che avrebbe fatto uno strip in tv se il Milan avesse vinto la Champions League. e l'ha fatto.

prometto ai giocatori dell'Inter che se l'anno prossimo non vincono nulla, mi spoglierò anch'io, davanti a loro. e li avverto che sono una di parola.

30 maggio 2007

perché non sono cristiano

sul comodino del dr. ing. che dorme accanto a me ultimamente è poggiato questo libro:



l'ha scritto uno dei suoi idoli e gliel'ha regalato la luce dei suoi occhi (a scanso di equivoci, sono io, lupus avvisato...) per il compleanno. Odifreddi piace molto anche a me. e molto mi era piaciuto anche Perché non sono cristiano di Bertrand Russell, ricordo che ai tempi del liceo ne rimasi folgorata.

tutto questo preambolo per dire che anch'io mi sono chiesta più volte perché non sono cristiana, men che meno cattolica. e una ragione c'è.

le prime comunioni, in tutt'Italia, credo, si fanno sempre in maggio. e in maggio, in genere, il campionato di calcio è agli sgoccioli, di solito verso metà maggio si sa sempre chi vincerà. si dà il caso che nella famiglia di mia madre (di mia madre, lo sottolineo, perché, parafrasando una ben più famosa frase di mio nonno, di cui credo vi parlerò presto, Marmugi juventini un ce n'è) si annidi il germe bianconero. giusto due figli di una sorella di mia nonna, i cugini di mia madre. lo so che non è bello avere dei parenti juventini, ma lo era ancora meno negli anni Ottanta, quando loro vincevano tutti gli anni, e sottolineo che loro erano due adulti grandi e grossi, mentre io uscivo giusto dall'infanzia e mi affacciavo timida (timida? io?) all'adolescenza.
orbene, questi due loschi figuri mi rendevano la vita impossibile, mi telefonavano tutte le domeniche per commentare i risultati (ripeto, due adulti contro una bambina, giusto due juventini potevano farlo) e mi rovinavano sempre i pranzi in famiglia. il peggio arrivava, appunto, a maggio. c'erano le comunioni, la famiglia si riuniva e loro avevano vinto lo scudetto. e giù botte (metaforiche). credo che sia colpa loro se ho iniziato a odiare le comunioni, e di conseguenza la religione, e ad allontanarmi consapevolmente dai preti e dalle chiese.

morale: non tutti i mali vengono per nuocere. nemmeno avere parenti juventini.

29 maggio 2007

Berlin, du blonde blonde Frau...



è fatta. prenotato il volo Pisa-Berlin Schönefeld, prenotato l'hotel a Berlin Mitte, trovate le baby-sitter.

ora non mi resta che convincere il marito che quei 4 giorni a Berlino, dove lui farà un intervento a una conferenza, mentre io farò il giro delle biblioteche e dei 'miei' posti (la Friedrich- e la Chausseestrasse, il BE, la Weidendammer Brücke, la casa di BB, ma anche la Museuminsel) rivedrò un po' di amici e forse ne conoscerò di nuovi NON sono una vacanza.

28 maggio 2007

Cuore di mamma

da ieri Leonardo fa il verso degli uccellini, ma la i non gli viene bene e sputa dappertutto.

ha anche imparato che una marionetta a forma di cammello che abbiamo attaccato al lampadario in cucina si chiama Alfonso. se gli chiediamo dov'è Alfonso guarda su e indica il lampadario, di qualsiasi stanza. ieri al tg hanno detto che Alonso (senza F) ha vinto il gran premio e lui tutto contento ha indicato il lampadario, facendo sì con la testa.

inoltre la carriera da cestista prosegue. ora non solo si spinge con la zampa la palla sotto al canestro, non solo si alza in piedi tenendola in mano, non solo fa canestro e si applaude. ora ha imparato anche a ringraziare il pubblico per le ovazioni. con un'incredibile attitudine al divismo. cuore di mamma...



(tsè, molto, ma moooolto più divo)

27 maggio 2007

Motivi (validi) per festeggiare

parlavamo giusto di dilatazione o rattrappimento dell'ego, e due delle persone alle quali era dedicato il mio corso avrebbero potuto ricevere in questi giorni una bella pompatina all'autostima, se solo fossero coscienti del proprio, sterminato, valore.

in Italia in genere i premi letterari sono una farsa. vengono organizzati e distribuiti, come le onorificenze, un po' a caso, un po' a cazzo e molto secondo le leggi del marketing. però è successo questo e questo e sono cose buone e giuste.

sono stati premiati un romanzo e una raccolta di poesie di due scrittori che manco so chi siano, tradotti rispettivamente dalla co-tenutaria di questo blog e da un neoacquisto frai commentatori e io, che sono amica di tutti e due, sono proprio contenta. non so quanti soldi avranno guadagnato i nostri illustri artisti della penna, ma credo che dovrebbero spendere buona parte della somma ricevuta per fare un bel regalo a Feather e a Irote, che poco hanno fatto per il cosa, mentre tutto hanno fatto per il come di questi due premiatissimi tomi.

in effetti, il mondo della traduzione letteraria costituisce un'eccezione nel panorama della cultura, del costume e del life-style del nostro paese. è l'unico ambito in cui non si è capito che virtù non luce in disadorno ammanto.


questo, anche se somiglia di più al mio compagno di banco delle medie, il mitico Fensi, è Giacomo Leopardi, autore dell'Ultimo canto di Saffo. ultimamente mi hanno dato dell'intellettuale, e io voglio dimostrarmi all'altezza della mia fama

un bacio, un abbraccio a questi due autori invisibili e un grazie di esistere e di lottare insieme a noi.

26 maggio 2007

Angolo della poesia



-Pallida luna in ciel, dimmi, che fai...
- Cosa vuoi che faccia qui da sola tutta la notte? Mi rompo i coglioni.

25 maggio 2007

odio l'estate



e le code che non faccio in autostrada.

24 maggio 2007

E... come Empoli

noi omfaloscopici siamo sportivi e facciamo i complimenti al Milan che ha vinto la Champions League. vogliamo però ricordare ai tifosi della squadra di Berlusconi che, se in Italia non comandasse la mafia, quest'anno al posto del Milan nelle competizioni europee ci sarebbe stato qualcun altro.

22 maggio 2007

identità

ultimamente sono stata definita

sovrapponibile

e

mitomane

e ciò è strano anche per una che è abituata a sentirsi chiamare rompicoglioni.


(questa foto non c'entra un cazzo col post, ma mi andava ugualmente di pubblicarla)

18 maggio 2007

Fragola e cioccolato



è un film un po' datato, ma può ancora insegnare molto a tutte voi fragoline in ascolto.

se sei una fragola che schifa le fragole, sappi che da qualche parte nel mondo c'è un cioccolato cui piacciono le fragole. e tu non ti devi innamorare di te, ma del cioccolato, che ti ama in quanto fragola.

poi ci sono anche le fragole innamorate di sé in quanto fragole, ma è un argomento che affronteremo al corso che annunciavo ieri.

e poi, il prossimo fine settimana, tutti alla sagra della fragola a S. Giuliano Terme.

17 maggio 2007

I corsi online di omfaloscopia



Negli ultimi tempi ho a che fare sempre più spesso con persone che soffrono di atrofia dell'ego.
Tutta gente più che in gamba, intelligente, con un sacco di risorse, simpatica e di successo, ma che si sottovaluta un po' troppo, è affetta da onanofrenia regressiva e arriva spesso a non stare bene nella propria pelle.
E' per questo che ci vediamo costretti, io e il mio dilatatissimo ego, a indire il primo

Corso online di megaleghìa coatta
(nel senso di forzata, non di cafona, perché il mio ego è toscano e sa usare gli aggettivi)
o egofantiasi prorompente

Grazie a un training durissimo i partecipanti vedranno il proprio ego estendersi poco a poco, prendere forma come uno di quelle palline di spugna che andavano di moda quando eravamo piccoli, quelle che le mettevi nell'acqua e si aprivano a formare un asciugamano. Ecco, dopo giusto un paio di lezioni, il vostro ego avrà raggiunto le dimensioni di un telo da spiaggia. Dell'Inter, ovviamente. Ai livelli successivi il telo si arricchirà di una tasca per contenere il lettore Mp3 con tutte le canzoni di Guccini, il DVD di Casablanca, la tessera di Emergency e una copia di Rayuela.

E allora sarete irrecuperabili.

Iscrivetevi in massa al corso di megaleghìa coatta (o egofantiasi prorompente) e poi anche voi potrete dire: sì, anch'io ce l'ho enorme, l'ego.

16 maggio 2007

bolliwooccini

Mi arrendo all'evidenza, ci sono fan del Maestro che sono più fedeli di me: mai e poi mai potrei arrivare a questo.

E ci tengo a ribadire che vogliamo bene pure a Lui, anche se non inuagura un ospedale a Lashkar-gah, né è amico personale di Moratti.


(eccolo mentre beve mezzo-litro-mezzo di Mango Sherbet)