Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post

26 giugno 2007

Ostalgia Ostalgia canaglia



in procinto di partire per Berlino (l'ultima volta che ci sono stata ho scoperto di essere incinta, vediamo che mi tocca stavolta), ho rubato questa meraviglia. ringrazio walking class.

per chi non lo sapesse, Auferstanden aus Ruinen era l'inno nazionale della DDR. testo di Johannes R. Becher (brillante poeta espressionista emigrato in Unione Sovietica ai tempi della dittatura nazi, ebbe problemi perché trozkista, al rientro fece carriera come funzionario di partito e le muse smisero di baciarlo) e musica di Hanns Eisler (che lavorò con Brecht, Tucholski, Strittmatter, Hermlin, fu allievo di Schönberg e musicò poesie di Heine, Goethe, Majakowski e Leopardi).

la versione punk-rock è del gruppo Mia.

13 dicembre 2005

sedute in quel caffè...

domenica scorsa, sedute in un bar della stazione Termini, davanti a un cappuccino fumante e a qualche brioche di troppo, Featheryca e Chiara Jolie, insieme all'ormai inseparabile Crita Protolcini, risolvevano i problemi del mondo. dopo aver tirato in ballo Nelson Mandela, Rigoberta Menchù, la principessa Diana (non ce lo scordiamo, anche lei ha vinto il suo bel Nobel per la pace, non chiediamoci a colpi di cosa), Padre Pio (questo per via dei moccoli che ogni tanto scappano anche a noi), Lucarelli e Llc (loro c'entrano sempre), sono passate all'analisi semiotica di un verso fondamentale nella storia della lingua italiana:

"non piangere salame dai capelli verde rame"

non ne sono venute a capo. forse per via delle brioche ripiene di estratto di peyote (mai fidarsi di una buddista che si offre di fare la coda per voi), forse perché distratte nei giorni precedenti dalla presenza sfolgorante del più grande amatore un tempo esperto di toponomastica di Roma, forse per colpa di Gennaro Gattuso, le nostre non sono riuscite a decifrare l'arcana questione: che cazzo volevano dire Battisti e Mogol?
passino versi dal valore metaforico andante quali "
ricordo il suo bel nome del Tubinga ed io avrei masticato la sua tuta da ginnastica" o "m'estasiai e si spostò la tua testa estranea che rotolò", oppure "nella testa di Seneca si sente il motorino di un frullatore, nelle piramidi continuamente scatta un otturatore", ma cos'è quel salame piangente con una pettinatura più strana di quella della Moratti?
sì, è proprio il caso di aprire un dibattito!

(in mancanza del salame, ecco a voi la Brazipa dai capelli verde rame, sorridente perché fidanzata con Oba Oba Martins)

12 dicembre 2005

chiara a s. siro

non credo di dover dare spiegazioni, mi rammarico solo del fatto che in campo a San Siro ci sono stata martedì e non ieri. mi sarei di sicuro divertita di più (il nostro Adriano è molto più bello del loro, tiè!). è comunque un'emozione unica, di quelle che per spiegarle ci vogliono i ricordi di una bambina che sognava un giorno di uscire da quel tunnel dietro a Mazzola o a Rummenigge. in realtà sono solo uscita poco prima di Gattuso. non è la stessa cosa, lo so, ma quella bambina è contenta lo stesso.

il Maestro mi perdonerà, ma la citazione vien da sé. insieme alla lacrimuccia. sì, vabbe', l'altra sera il gioco dentro la nebbia lo facevano Pirlo e Seedorf, non i miei amori adolescenziali, ma che ci posso fare se sono romantica (in fondo in fondo e a giorni molto alterni)?

Hanno ragione, hanno ragione
mi han detto è vecchio tutto quello che lei fa
parli di donne da buoncostume
di questo han voglia se non l'ha capito già
e che gli dico? guardi non posso
io quando ho amato, ho amato dentro gli occhi suoi
magari anche fra le sue braccia
ma ho sempre pianto per la sua felicità

Luci a San Siro di quella sera
che c'è di strano siamo stati tutti là
ricordi il gioco dentro la nebbia
tu ti nascondi e se ti trovo ti amo là
ma stai barando, tu stai gridando
così non vale è troppo facile così
trovarti, amarti, giocare il tempo
sull'erba morta con il freddo che fa qui

Ma il tempo emigra, mi han messo in mezzo
non son capace più di dire un solo no
ti vedo e a volte ti vorrei dire
ma questa gente intorno a noi che cosa fa
fa la mia vita, fa la tua vita
tanto doveva prima o poi finire lì
ridevi e forse avevi un fiore
non ti ho capita, non mi hai capito mai

Scrivi Vecchioni, scrivi canzoni
che più ne scrivi più sei bravo e fai danè
tanto che importa a chi le ascolta
se lei c'è stata o non c'è stata e lei chi è
fatti pagare, fatti valere
più abbassi il capo e più ti dicono di sì
e se hai le mani sporche che importa
tienile chiuse nessuno lo saprà

Milano mia portami via
fa tanto freddo e schifo e non ne posso più
facciamo un cambio prenditi pure quel po' di soldi
quel po' di celebrità
ma dammi indietro la mia seicento
i miei vent'anni ed una ragazza che tu sai
Milano scusa stavo scherzando
luci a San Siro non ne accenderanno più

22 novembre 2005

saludos, compañero!

ieri, per la prima volta nella nostra breve storia omfaloscopica, abbiamo ricevuto una visita da Cuba.

vorremmo ringraziare a modo nostro l'anonimo cliccatore e invitarlo a tornare a trovarci ogni volta che vuole. gli ricordiamo, comunque che noi staremo sempre con lui
e raramente con il Fidel attuale.

a questo punto potrei citare Carlos Puebla, con la sua mitica Comandante Che Guevara, la traduzione fatta da Biermann , l'Aparecido di Victor Jara, Hombre di Silvio Rodriguez, Si el poeta eres tu di Pablo Milanes, Cohiba di Daniele Silvestri, le due-canzoni-due che Guccini ha dedicato al Che. ma non voglio. preferisco salutare il nostro amico con la canzone simbolo di Cuba, non per nulla scritta dal poeta-rivoluzionario José Martí (e tradotta pure questa magistralmente da quel rompicoglioni di Biermann, tiè!)

Yo soy un hombre sincero
De donde crece la palma,
Y antes de morirme quiero
Echar mis versos del alma.

Guantanamera, guajira guantanamera
Guantanamera, guajira guantanamera

Mi verso es de un verde claro
Y de un carmin encendido
Mi verso es un ciervo herido
Que busca en el monte amparo.

Guantanamera, guajira guantanamera
Guantanamera, guajira guantanamera

Cultivo una rosa blanca,
En Julio como en Enero,
Para el amigo sincero
Que me da su mano franca.

Guantanamera, guajira guantanamera
Guantanamera, guajira guantanamera

Y para el cruel que me arranca
El corazón con que vivo,
Cardo ni urtiga cultivo:
Cultivo la rosa blanca.

Guantanamera, guajira guantanamera
Guantanamera, guajira guantanamera

Yo sé de un pesar profundo
Entre las penas sin nombres:
La esclavidad de los hombres
Es la gran pena del mundo!

Guantanamera, guajira guantanamera
Guantanamera, guajira guantanamera

Con los pobres de la tierra
Quiero yo mi suerte echar.
Con los pobres de la tierra
Quiero yo mi suerte echar,
El arroyo de la sierra
Me complace más que el mar.

Guantanamera, guajira guantanamera
Guantanamera, guajira guantanamera.

07 novembre 2005

mancaffarlapposta 2

radio rai è viva e lotta con noi. ho appena scoperto che su radio due domani ci sarà uno special su born to run che compie trent'anni proprio come horses. cliccate qui per saperne di più. la nostra crita è la fan numero uno di bruce e durante uno dei mille concerti del boss ai quali è andata ha anche rischiato di salire sul palco per ballare dancing in the dark insieme a lui. (cerchi olimpici che si chiudono, visto che because the night, la canzone di patti smith più conosciuta, almeno qui in italia, è stata scritta da springsteen)

mancaffarlapposta

ovvero un altro cerchio che si chiude. da quando ci siamo conosciuti e soprattutto da quando abbiamo intrapreso l'avventura online noi di omfaloscopia (autori e commentatori assidui) abbiamo cominciato a notare una quantità di coincidenze e di cerchi che si chiudono a ripetizione. ciò ci convince, per una logica del tutto priva di logica, che gli dèi ci amano e che quel che facciamo è cosa buona e giusta. vi parlavo qualche giorno fa di una pietra miliare della musica: horses di patti smith. ecco che da oggi, per tutta la settimana, su radio uno ci sarà uno special interamente dedicato a questo splendido disco. cliccate qui per saperne di più e cliccate qui se volete ascoltare radio uno, due o tre online. cosa che vi consiglio, io lo faccio sempre quando lavoro.

04 novembre 2005

se c'ero dormivo

io non guardo quasi mai la tv, non per snobismo, ma per mancanza ti tempo. potenzialmente la amo, amo le infinite possibilità che offre, amo sky e i film in lingua originale che non ho quasi mai tempo di vedere. comunque, ieri, una volta tanto che decido di mettermi a guardare la tv come attività principale e non tenerla come sottofondo sonoro mentre faccio qualcos'altro, mi addormento. volevo vedere patti smith, che in prima serata sul canale più importante della tv italiana sembra quasi fantascienza, e mi sono addormentata. vabbè, pazienza, ribeccherò la replica di rockpolitik su qualche canale sky prima o poi, forse stasera stessa. ma ne approfitto per consigliarvi, se non li avete mai comprati o masterizzati o rubati, due dei dischi più belli della storia del rock e della musica in genere: horses e wave di patti smith.

(noi di omfaloscopia non ascoltiamo esclusivamente guccini, anzi a dire il vero io lo conosco ben poco, possiedo solo metropolis e solo perché qualcuno, in una vita precedente, me l'ha registrato su una cassetta. a proposito, ieri mi sono svegliata due secondi e ho visto l'inizio dell'imitazione di guccini fatta da crozza. due secondi netti. poi sono ricrollata.) birdland è per me fra le cose più belle mai registrate su disco e la versione di gloria dei them è spettacolare. (aneddoto personale: durante un concerto di una decina di anni fa a roma, patti smith, mentre cantava gloria, pronunciando le parole "I look out the window, see a sweet young thing ", mi ha guardato, mi ha indicato e mi ha sorriso. poteva anche essere un'altra ragazza qualsiasi poco distante, ma ovviamente io crederò finché campo che la sweet young thing in questione ero io.)

non sono una critica musicale e a dire il vero sono anche molto stanca, non riesco nemmeno a scrivere quello che dovrei scrivere per lavoro, questa è stata una vera settimana di fuoco, vorrei solo dormire, mi rimangono pochissime energie (dove mi consigliate di andare a fare il pieno?) e quindi non vi faccio una recensione di questi lavori. avremmo il commesso traduttore, che un tempo era anche autore di questo blog e che ora si è dato alla macchia. lui sì che potrebbe parlare a ragion veduta, essendo critico, musicista, commesso in un negozio di dischi e sosia biondo di max gazzè. brad, che fine hai fatto? oppure la nostra lettrice e amica nikilauta, della quale non dico nulla, sapendo quanto è schiva (a proposito qual è il sostantivo di schivo? schivezza? schivosità? schivaggine? schivia?). non vi faccio una recensione, vi dico solo: ce li avete nella vostra discoteca? bravi! non ce li avete? nella vita finora vi è mancato qualcosa di fondamentale. correte a porre rimedio.

02 novembre 2005

chi fermerà la musica...

avvistato commesso-traduttore in negozio del centro meneghino, mentre si chiedeva se si nota di più se si nasconde dietro a una pila di vinili di Julian Cope o a un ammasso di CD del budello della mamma di Albertini vestito da piatto di crauti.

(eccolo mentre cerca di arrampicarsi su un piffero, ma senza calzamaglia)

nonostante abbia cercato di rifilarci una compilation con i migliori successi dei Pooh, la colonna sonora di Heidi in spagnolo e un disco inedito di José Feliciano, continuiamo a essere suoi amici. e lo ringraziamo di lottare con noi.

04 ottobre 2005

michael stipe 20 anni fa

Una delle tavole rotonde più interessanti e vivaci tra quelle tenute a Urbino era incentrata sul tema "Michael Stipe era veramente caruccio venti anni fa?". I relatori non sono giunti a un accordo, la moderatrice, la Traduttrice Anonima, non era proprio super partes. Comunque ecco delle foto di M.S. risalenti all'epoca di "Fall on me". A voi l'ardua sentenza.

12 settembre 2005

Il consiglio musicale del Commesso Traduttore

Inizia oggi una rubrica che potrebbe non proseguire mai: la canzone della settimana, a cura del Commesso Traduttore. In questa rubrica il redattore più pigro e lento di Omfaloscopia si sforzerà di dare al Nostro Meraviglioso Pubblico un consiglio musicale che permetta di fare bella figura in società.

Per esempio: tornati dalle ferie volete fare bella figura nelle discussioni giovanilistiche/da bar sul "tormentone dell'estate"? Ecco cosa dire e non dire. Prima di tutto, evitate di citare colonne sonore degli spot telefonici ("vieni con meee" eccetera), troppo scontate. Lasciate perdere le canzoni italiane: nel testo ci sarà sempre almeno un punto debole che il vostro interlocutore potrà mettere a nudo (e magari vi ridicolizzerà pure citando Guccini). Lasciate invece che la vostra scelta cada su

"Incomplete", dei Backstreet Boys (dall'album Never Gone)

Perché?

1) Perché "È una splendida ballata degna del primo Brian Adams, quando era ancora un vero rocker". (sdoganamento automatico e buttato lì di Brian Adams)
2) Perché "Se non l'avessero incisa i Backstreet Boys che sono una boy band avrebbe avuto molto più successo" (come dire "ma sì, anche loro hanno una dignità": sdoganamento automatico dei Backstreet Boys e ostentazione di lungimiranza nei riguardi del mondo del pop adolescenziale. Anzi, post-adolescenziale, ché un prefisso non si nega più a nessuno)
3) Perché il ritornello è un piccolo capolavoro di sdolcinatezza e facili metafore pop, di quelle che quannoscevò scevò: "I tried to go on like I never knew you / I'm awake but my world is half asleep / I pray for this heart to be unbroken / but without what I'm going to be is / Incomplete"
4) Perché l'arrangiamento della sezione archi è essenziale ma decisivo, gli stop-and-go su certi ritornelli sono un capolavoro di enfasi, e le melodie sono scontate ma irresistibili.
5) Perché i Backstreet Boys sono meglio dei Blue. (E i Take That erano meglio dei Backstreet Boys, e i New Kids on the Block erano meglio dei Take That - anche se i migliori di tutti sono sempre stati quegli scoppiati degli East 17)

Arrivederci alla prossima puntata del Consiglio Musicale (più o meno a gennaio 2006)