Ultimamente ho avuto spesso attacchi di germanofilia acuta e ho trascurato parecchio quella che in realtà dovrebbe essere la mia seconda patria: la Spagna.
Oggi è San Firmino, uno dei santi più apprezzati in terra iberica, a
Pamplona, capoluogo della
Navarra e tappa obbligatoria per chi percorre il
cammino di Santiago, impazzano i
Sanfermines. Ho sempre pensato che San Firmino fosse il patrono della città navarra e che per questo tutta la regione si fermasse in questa seconda settimana di luglio, invece il santo protettore della città è San Saturnino. Questo povero cristo (è proprio il caso di dirlo) ha la sfiga di essere celebrato il 29 di novembre (giorno prima di Sant'Andrea, patrono di Empoli), giorno feddo, buio e umido un po' dappertutto, figuriamoci sull'Atlantico, pertanto i navarri - che insieme ai baschi fanno tanto gli indipendentisti ma quando si tratta di far baldoria sono più spagnoli degli spagnoli - si sono scelti una settimana estiva per ripetere i festeggiamenti. Lutero mi è sempre stato simpatico, ma i tedeschi proprio non ce li vedo a fare una cosa del genere.
La tradizione vuole che la baldoria prosegua tutto l'anno, tanto che basta entrare in un bar di Pamplona e cantare
uno de enero, dos de febrero, tres de marzo, cuatro de abril, cinco de mayo (evvai, giriamo il coltello nella piaga)
, seis de junio, siete de julio San Fermín per trovare qualcuno che ci paga da bere.
I
Sanfermines iniziano il 6 luglio, con il lancio del
chupinazo, un razzo, e un bel discorso del politico locale che finisce sempre con un linguopoliticamentecorettissimo: "viva sanfermin! gora sanfermin!". Il culmine della festa si raggiunge con l'
encierro, la corsa dei tori per le vie del centro. Le povere bestie (anche questo è davvero il caso di dirlo) vengono precedute da corridori pamplonesi esperti, che li guidano a colpi di giornale. Grazie soprattutto a Ernest Hemingway, che ha descritto queste giornate nel suo romanzo
Fiesta, a rincorrere i tori sono sempre più spesso anche i turisti, soprattutto americani e ubriachi fradici. Non aggiungo altro.

Dico solo che secondo me le tradizioni vanno rispettate e portate avanti anche con passione, ma nel rispetto degli altri esseri viventi, siano essi a due o a quattro zampe, accada ciò in Spagna o in Italia (Nuwanda, sì, ce l'ho col palio, soprattutto fino a che non ci faranno fondare la contrada del maiale di cinta).
Io sono sempre stata di sinistra e interista, c'è bisogno che dica da che parte sto stavolta?