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16 novembre 2007

Fiocco spampanato in casa omfaloscopia

Oggi esce lui:


E' praticamente figlio di Omfaloscopia (ci perdonerà la Feather), perché frutto di una cooperazione tra Omfa2, il primigenio ghost-writer del sito (aka bradipo pittato) e la sempreverde Flores. Il libro non verrà sicuramente inserito nelle liste dei capolavori letterari, perché è uno pseudofantasy con storia d'amore per quindicenni, un bel "3 metri sopra il vampiro" per intenderci. Però, visto che siamo in un mondo dove regna il capitale, sempre più spietatamente (stai a vedere che Guccini ha scritto anche se alla fine Bella sceglierà il licantropo Jakob o il vampiro Ed?) bisogna festeggiare, perché venderà parecchio.

Non ci siamo affezionati molto a questa creatura, perché questo scarrafone non è bello nemmeno a mamme soje. Però bisogna riconoscere che è venuto bene (sempre che certi interventi assurdi del revisore finale siano stati emendati), di certo meglio dell'originale e meritiamo davvero un plauso, perché una traduzione a sei mani, in genere, è una schifezza. L'esperimento è riuscito e ha pure dimostrato che le vere amicizie non si rompono nemmeno per un congiuntivo.

Mi sa che oggi farò un salto in libreria. Trai fan vestiti da vampiro e da lupo ci sarà una tipa vestita da co-traduttrice che si guarda l'ombelico.

14 luglio 2007

un libro ti cambia la vita

gente, leggete.

i libri aprono la mente e aiutano a pensare. insomma, fanno bene.

potrebbero farne anche di più, però. in questo caso Fiesta di Hemingway avrebbe potuto aiutare il genere umano a liberarsi di due coglioni come questi fratelli americani.



immagino la goduria durante il volo di ritorno.

15 dicembre 2005

three imaginary boys

ringrazio bitrix per avermi suggerito la lettura di the door in the wall di h.g. wells. la storia, bellissima, mi ha fatto pensare a qualcosa di simile nella mia infanzia. anch'io conservo un ricordo analogo: io e mia madre andiamo a far visita a una sua amica. questa sua amica, una ragazza bionda che vive in una casa alquanto piccola, chiede a mia madre il permesso di portarmi a fare un giro nel giardino dietro casa. il giardino dietro casa è un parco sterminato. mi fa vedere anche un leone gigantesco, acquattato sull'erba e mi dice di non aver paura. un po' come le pantere del racconto. per diverso tempo ho conservato quel ricordo come se fosse qualcosa di realmente accaduto. ora, col senno di poi e l'incoercibile razionalità della vita adulta, dico che probabilmente si è trattato di un sogno molto vivido. devo dire che è sempre stato un bel ricordo, non mi ha mai ossessionato come la porta verde del protagonista del racconto. approfitto di questa strana e piacevole coincidenza per introdurre questo sondaggio: chi tra voi lettori omfaloscopici ha avuto amici o mondi immaginari nell'infanzia? gli amici immaginari sono una delle cose per me più affascinanti. io ne avevo diversi, ma i più cari - mi sembra di averne già parlato in questo blog - erano tottola, una persona veramente in gamba, e gibaud, come il dottore dell'eponima cintura, anche lui incredibilmente saggio. voi ce li avevate? ricordate qualcosa di loro? e ora dove sono?

09 ottobre 2005

la vita agra

[...] mi convocò per dirmi che il mio saggio di traduzione non era stato troppo soddisfacente. "Benedetto figliolo, ma perché non ha seguito i miei consigli? Le avevo detto, no?, fedeltà al testo. E guardi qua. Dove siamo, dunque?"
Sfogliava le mie cartelle tutte corrette a lapis.

[...]
"Io lo dico sempre ai traduttori: non cercate di inventare, state sempre dietro al testo, che oltre tutto è più facile. [...]. Lei poi, vede, tende a saltare, a omettere parolette, che invece vanno lasciate, perché hanno la loro importanza. Più avanti, per esempio, lei mi traduce: Gli strinsi la mano. Ebbene, l'inglese è più preciso, e dice infatti: He shook his hand, cioè egli strinse, ma più precisamente scosse, la sua mano, o se vuole, meglio ancora, egli scosse la mano di lui."
Continuava a sfogliare le mie cartelle. [...]
Io ormai tacevo, e forse ero anche rosso di vergogna, sperando solo che la vedova avesse vuotato il sacco e mi permettesse di andare via.
"Un'ultima cosa, a volte lei appiattisce certi bei modi di dire inglesi. Per esempio qui. Lei dice che i mezzi da sbarco erano le mille miglia lontani dalle coste laziali. Questo suo le mille miglia è assai meno efficace che nel testo inglese, dove si parla di a hell of a distance, cioè di un inferno di distanza. Sente come è bello? I mezzi da sbarco erano a un inferno di distanza eccetera. È molto più robusto, questo inferno di distanza, non le pare?"
Capii che mi voleva congedare e mi alzai.
"La traduzione?" farfugliai sulla porta.
"Be', ha visto, no? Vuole un consiglio? Si faccia prima le ossa con qualche editore minore, poi ritorni fra qualche mese, un anno. E si ricordi i miei consigli. "
Quella notte non chiusi occhio, e forse anche piansi.


(da La vita agra, Luciano Bianciardi, 1962)

27 settembre 2005

la bellezza salverà il mondo

eccomi di ritorno da roma, cioè quella che sta per diventare la mia città, almeno per un po' di tempo, prima di trasferirmi nella comune toscana. sono andata alla presentazione di questo libro qui

che è splendido e DOVETE COMPRARLO. non perché l'ho tradotto io (tanto i traduttori non beneficiano dei diritti d'autore, quindi a me non entra in tasca nulla). e anzi, vi dirò di più, se conoscete bene l'inglese compratelo in lingua originale, che è meglio. è un libro semplicemente splendido, andrei a venderlo porta a porta, andrei anche a prostituirmi a porta a porta da bruno vespa. solo che lui non credo parli mai di libri, se non i suoi che puntualmente escono con l'infornata delle strenne natalizie.
ma torniamo alla bellezza: magic kingdom, di stanley elkin, edito da minimum fax, 422 pagine, 11,50 € (o la versione inglese, se preferite). perché dovete comprarlo? perché è divertente e feroce, crudele e tenero, perché parla della morte e vi fa venire voglia di vivere, perché è impietoso ma umano, perché vi stupirà a ogni frase, perché dopo averlo letto non sarete più la stessa persona. perché è semplicemente bello, bello, bello. ieri ho visto gli editori un po' abbacchiatelli, o più che altro sfiduciati nei confronti dei lettori italiani: è un libro troppo difficile, come linguaggio e come tematica, non venderà molto. non so se e quanto venderà, ma so solo che quei pochi (o molti) fortunati che lo leggeranno saranno contenti. perché è un libro splendido. non l'avevo ancora detto mi sembra. è bello. e ricordiamoci sempre, come già detto altrove in questo blog, e anni e anni fa dal nostro carissimo amico fjodor, è la bellezza che salverà il mondo.

23 settembre 2005

struwwelfeather

Ieri mi sono arrivate a casa le mie due copie da contratto di Voci fuori campo di Ali Smith. la bimba sta bene, pesa 276 pagine (o 16,50 € se preferite). E lunedì 26 nascerà un'altra creaturina: Magic Kingdom, di Stanley Elkin. Accorrete numerosi alla presentazione che si terrà alle 18.00 alla Feltrinelli della Galleria Alberto Sordi, a Roma. E ricordate, o voi che leggete libri tradotti: quelle pagine sono fatte di notti insonni, panini mangiati con una mano sola davanti al computer, gambe non depilate (o barbe non fatte), capelli non tagliati e tanto tanto amore.
Oggi mi permetto il lusso di andare dal parrucchiere!

09 settembre 2005

accidenti!

sono lieta di annunciare che nella sestina finale del booker prize di quest'anno c'è anche the accidental di ali smith. è un libro eccezionale. è uno di quei libri che a tradurlo provi un piacere immenso ma ti fa anche venire le crisi di coscienza perché a ogni parola pensi "gli starò rendendo giustizia?" a ogni pagina ti viene il sospetto che il vecchio luogo comune del traduttore traditore abbia un fondo di realtà.

comunque, crisi di coscienza a parte, è stata una vera gioia trascorrere diversi mesi della mia vita in compagnia di questo libro. ricordate: il 29 settembre non è solo una canzone di battisti, non è solo il compleanno di un uomo che, come direbbe rita, ha perso completamente di vista il budda che è in lui. è anche il giorno in cui esce in italia questo mio quinto figlio adottivo, al quale voglio molto bene.

26 agosto 2005

sono fuori dal tunnel


ho ufficialmente finito di tradurre un libro di una bellezza esagerata, quasi insopportabile. ho dedicato con amore mesi della mia vita a questo lavoro, gli spantecamenti dei protagonisti si sono uniti ai miei, alle mie vicissitudini personali, formando un tutt'uno di sudore, lacrime e sangue di cui troverete tracce sul prodotto finito insieme a qualche macchia di caffè e di marmellata di mirtilli.
vorrei che questo libro avesse il successo che merita anche se oggi la splendida revisora (che è al di là di qualsiasi lode umana) mi ha scritto che secondo lei questo paese ingrato non è pronto per un capolavoro del genere.

è vero: l'italia ha tendenze coprofiliache.
ma lo spirito che anima il trio (duo e mezzo, o il duo punto e basta, va') dell'omfaloscopico Belozoglu Emre Project è quello di portare la cultura alle masse per un mondo migliore in cui non esiste la mafia, tutti pagano il bollo della macchina e parlano con accento toscano o sudpontino. e quindi prego l'uomo misterioso nella foto (fatta al muccassassina de' noantri) di mettercela tutta per promuovere questo libro. sennò gli tolgo il punto interrogativo dalla faccia.

perché è la bellezza che salverà il mondo.