La cucina è stato un po' il cuore di ogni appartamento in cui ho abitato. Tendo a farci il nido, forse perché per me cucinare è sempre stato un modo per legarmi agli altri. Adoro coccolare i miei amici preparando i loro piatti preferiti, lascio assaggiare le mie specialità (il pollo al coriandolo, il risotto alla cubana o la torta finta di pere e cioccolata) solo alle persone moooolto speciali e lascio assistere giusto pochi eletti alle magie preparatorie, ça va sans dire.
Da quando c'è il capoccione, spignatto molto meno. O meglio, lo faccio ancora, però in maniera molto più frugale e organizzata. Ma l'età dell'oro tornerà (sto con Virgilio e la sua visione ciclica della storia) e io ricomincerò a prendere tutti anche per la gola (non solo per i... fornelli).
Visto che senza di lei non riuscirei ad aprire gli occhi, il giro inizia dalla Natalina
ultimo regalo del dring. Fa un caffè denso e schiumoso, che io bevo al mattino e durante il giorno nerissimo e alla sera, a volte, con buccia di limone e una spruzzatina di cannella, come ci ha insegnato un nostro amico delle Canarie.
Poi un altro amico inseparabile: il Thermomix
regalo che tritatagliafrullaimpasta della suocera (mi chiedo spesso se con questi regali vuole insinuare qualcosa, ma credo di no. Cioè lo spero). Strumento indispensabile nei primi mesi di vita del capoccione. Ora no, preferisce ciucciare gli ossi delle rosticciane.
Una panoramica dell'angolo cottura
Purtroppo la qualità delle immagini è scarsa e il rosso Ferrari sembra dare sul rosa. Però vi assicuro, quando apro il frigo (qui sotto immortalato accanto al pezzo estraibile che noi chiamiamo colonna infame)
si sente un bel wroooooom e l'appetito infuria.
Il giro si conclude nell'angolo preferito di Pulcinea e del capoccione, che sempre più spesso ha la bocca piena di croccantini al pollo
Non passo la palla a nessuno. La lancio in aria, e la prenda chi vuole (mi dispiace solo che la Barbchen non abbia un blog, perché vedrei volentieri il lambertìde allungato in azione).
