27 novembre 2006

c'è mancato poco...




pur di non farlo morire come Berlinguer, sarei andata a piedi a fargli la respirazione bocca a bocca.

24 novembre 2006

amici di chi?

è triste vivere in un paese in cui il telegiornale annuncia la morte di quest'uomo



dicendo solo che ha interpretato il film Amici miei

23 novembre 2006

ultimamente...

... non si contano le persone che mi stanno facendo cascare le braccia

21 novembre 2006

c'è vita su omfaloscopia

ultimamente ci è stato rimproverato il fatto che aggiorniamo troppo di rado il sito. a parte il fatto che saran pure cazzi nostri, riconosciamo di latitare, ma a nostra discolpa aggiungiamo che siamo assenti più che giustificate.

per non deludere i nostri numerosi fan, mi accingo a fare un resoconto bignamizzato delle notizie degli ultimi giorni che hanno catturato la nostra attenzione:

tan-tan-tan-taratàààààn-tattarataratààààn-tan. (questa è la sigla dei telegiornali RAI, sì, sono statalista e centralista e non vedo l'ora che vengano istituiti i piani quinquennali e i sovchoz).



1) il Global Consciousness Project, associazione con sede all'Università di Princeton, ha indetto il primo Orgasmo Globale Sincronizzato per la Pace. coloro che desiderano partecipare all'evento devono impegnarsi a raggiungere un orgasmo nelle ventiquattro ore del 22 dicembre, con una cuffia a fiori che ricordi Esther Williams, il costume arcobaleno e un ramoscello d'ulivo frai denti (certo che pur di battere chiodo i secchioni americani le tirano fuori di sotto terra).

2) Ian Thorpe attacca la cuffia al chiodo. a 24 anni ha vinto tutto in vasca e dice di avere altre priorità nella vita. smette quando è ancora al top, ma se ce lo ritroviamo all'isola dei famosi o se fa la fine di Platini giuro che lo prendo a pedate con i suoi stivali (calza 47).

3) il papa rimprovera Crozza per l'imitazione. da che pulpito... se lui si mette quei cappelli e fa il comico, non capisco perché un comico non possa fare il papa. comunque, Crozza, scherza coi fanti e coi santi, ma lascia stare Guccini, eh, che lo fai passare per un ubriacone e non mi piace.

4) presto in edicola il nuovo libro di Berlusconi dal titolo 'il calv(ari)o della libertà'.

5) Sa-lu-ta-te-la-ca-po-li-sta.


16 novembre 2006

a ciascuno il suo (mafioso)

certo che viene un po' da invidiare gli americani che hanno pianto per Frank Sinatra...

07 novembre 2006

calcio balilla

metti che una domenica vai allo stadio con un tuo vecchio amico che vedi una volta ogni tanto. metti che questo tuo amico è appena stato eletto miglior giocatore svedese di tutti i tempi (no, non è Nacka Skoglund, in effetti non me lo spiego nemmeno io). metti che è a Empoli insieme a due giornalisti del suo paese che immortalano il ritorno del campione a quella che lui considera casa sua. metti che allo stadio c'è Empoli-Lazio e che i tifosi ospiti sono in sciopero del tifo e della fame. metti pure che Pannella s'incazza, perché questi scioperano per far uscire di galera dei delinquenti che hanno spaccato non so cosa. metti che non hanno nemmeno una bandiera, né uno striscione. metti che non cantano nemmeno una canzone e che solo dopo il gol della Lazio si alzano in piedi, fanno il saluto romano e urlano "du-ce du-ce" (con la c strascicata romana, tanto che il mio amico svedese, innocente creatura, mi dice: "ah, che carini, inneggiano a Buscè"). metti che i giornalisti sono sbalorditi (uno ha appena scritto un articolo su Lucarelli dal titolo "Cacciucco och Eurokommunismus" e cita Biermann). metti però anche che dalla curva dell'Empoli iniziano a cantare l'Internazionale. e metti pure che piano piano tutto lo stadio gli va dietro: la maratona, la tribuna inferiore, la tribuna laterale e qualcuno pure tra le autorità. mettici pure gli svedesi che cantano nella loro lingua. e capisci che questa piccola città non è affatto un bastardo posto, anzi.


(le uniche braccia alzate che ci piacciono)

epilogo: i laziali (tutti col grugno d'ordinanza, con le camicie - ahimè a quadretti - fuori dai pantaloni e i più puzzoni con cravatte dai nodi spropositati) non sapevano cosa stessimo cantando. si sono arrabbiati solo quando, sul gol del pareggio dell'Empoli (tra l'altro segnato da un italoalbanese) la curva (e solo quella) azzurra ha intonato - orrore orrore - "Bandiera rossa". Lotito era allibito (e mi si perdoni l'omotelito), anche perché un bambino, noto alle forze dell'ordine quale pericoloso bolscevico, gli ha detto che era molto più brutto di persona che non in tv.

p.s. ieri, giorno del suo onomastico, il Capoccia mi ha chiamato per la prima volta mamma.

05 novembre 2006

la solitudine di dio





il mondo esiste perché e finché io lo guardo
anche non visto il mio occhio ha da solo il potere di mantenerti in vita

io sono il signore della mia creazione



"eppure questo non basta"

02 novembre 2006

basta poco per essere felici


un bimbo dai sorrisi ariosi, che dorme rotondo e mangia cantando
un cane spelacchiato che annusa i suoi fantasmi e non abbaia alla realtà
un uomo timido accanto, che in un attimo, ma come accade spesso, cambia il volto a ogni cosa .
ecchissenefrega se è arrivato l'autunno, se non ho lavoro, se la materia di studio è infinita, se il mondo è in mano a Bush e non a Buscè.
in fondo, basta avere la salute. e tanto, tanto amore.

30 ottobre 2006

giovani italiani




non è tanto il fatto che inneggino al fascismo, disegnino svastiche e scrivano viva il duce nell'ora di lezione. la cosa veramente triste è che non sanno che se vivessero davvero sotto un regime fascista i primi a pagarne le conseguenze sarebbero loro.

28 ottobre 2006

purtuallo meccanico

la omfa film production
presenta:
la storia anno di vita di una traduttrice costretta a tradurre libri agghiacchianti

25 ottobre 2006

amelia

capita che cadi, capita che non capisci, capita che ascolti la radio e una trasmissione sulla sindrome bipolare ti spiega tante cose (non tutto, l'ingiustizia della vita non te la spiega), capita che qualcuno ti dice cose che vorrebbe dire a se stesso, capita che ti fanno male comunque, capita che chiedi aiuto e trovi chi ti apre la porta, capita che con alcuni puoi parlare e con altri no, capita che per alcuni puoi parlare per altri no, capita che puoi parlare meglio con chi due mesi fa non esisteva nemmeno, capita che alcuni non hanno tempo (per guarire), capita che ti sei stufata di sentirti in colpa tu se qualcuno ti mente o ti aggredisce. capita che improvvisamente capisci che l'unica cosa che non devi perdere sei tu. capita che capisci che è il caso di camibiare rotta, volare più in alto. capita che l'oroscopo di questa settimana ti dice di non badare alle piccolezze, di volare, di essere come amelia earhart, protagonista di una delle tue canzoni preferite. amelia si è persa fra le nuvole. ma ne è valsa la pena. chi sta fermo è perduto comunque.

Maybe I've never really loved
I guess that is the truth
I've spent my whole life in clouds at icy altitude
And looking down on everything
I crashed into his arms
Amelia, it was just a false alarm

21 ottobre 2006

sere e flores

auguri!
con due giorni di ritardo per flores e uno d'anticipo per sere

GRAZIE. VI AMIAMO!

de putin madre!

putin e aznar leggono omfaloscopia e celebrano anche loro il Mese del Disprezzo Totale nei Confronti della Donna

Complimenti vivissimi!

19 ottobre 2006

parlare col muro

io leggo le scritte sui muri. quando abitavo a torino spesso mi capitava di leggerne di geniali, che poi finivano su muri&puri della stampa. secondo me alcuni le facevano apposta per finire sul giornale.
l'altro ieri passando in macchina davanti alla città universitaria ho visto questa scritta: io sono un mostro. tu sei un vigliacco. mi ha fatto riflettere per tutto il viaggio (lungo, visto il traffico post incidente nella metro). sul sesso dello scrivente. sui motivi per scrivere una cosa del genere. un assassino che denuncia se stesso e un complice? uno che voleva coniugare il verbo essere in modo bizzarro e poi si è scocciato o gli è finita la bomboletta? magari la prossima volta che ripasso trovo scritto egli è un pezzo di merda, ella è un mignottone, ecc. e perché non ha fatto i nomi? almeno quello del vigliacco? forse il vigliacco passa spesso di lì e sa che si parla di lui. forse non ha idea che si tratta di lui, non passerà mai di lì e vive nella convinzione, magari giusta, di essere tutto fuorché vigliacco. su un altro muro che vedo due volte a settimana c'è scritto che un certo carlo nonsocosa è un pappone. denuncia precisa, magari non vera o solo metaforica. ma queste accuse generiche e pesanti hanno un che di tragico e di universale. ho provato uno strano senso di gratitudine e di profonda pena per chi ha scritto quella cosa. gratitudine perché qualsiasi confessione, per quanto generica e anonima, è sempre da considerarsi un prezioso atto di fiducia. in questo caso fiducia nei confronti dei passanti, ma comunque fiducia è. pena perché c'è qualcosa di tragico in chi decide di lasciare a imperitura memoria, anche solo sua e di qualche passante tipo me, una immagine di sé così negativa. la denuncia del vigliacco che viene dopo non ha forza, e sta lì a sottolineare la violenza della confessione dell'io mostro più che la pusillanimità di questo tu.
in fondo un'accusa rivolta a un altro dice assai poco (e a volte proprio niente) dell'insultato e molto, moltissimo, dell'insultatore. ogni insulto è anche e soprattutto un'autodenuncia, un modo indiretto e a volte tragico di parlare sinceramente di sé.

18 ottobre 2006

quando ti entra una canzone in testa

Help me
(Joni Mitchell)
1974



Help me

I think I'm falling
In love again
When I get that crazy feeling
I know I'm in trouble again
I'm in trouble
'Cause you're a rambler and a gambler
And a sweet talking ladies man
And you love your lovin'
But not like you love your freedom
Help me
I think I'm falling
In love too fast
It's got me hoping for the future
And worrying about the past
'Cause I've seen some hot hot blazes
Come down to smoke and ash
We love our lovin'
But not like we love our freedom
Didn't it feel good
We were sitting there talking
Or lying there not talking
Didn't it feel good
You dance with the lady
With the hole in her stocking
Didn't it feel good
Didn't it feel good
Help me
I think I'm falling
In love with you
Are you going to let me go there by myself
That's such a lonely thing to do
Both of us flirting around
Flirting and flirting
Hurting too
We love our lovin'
But not like we love our freedom

15 ottobre 2006

ultime da Pisa



quest'uomo era di Compiobbi.
e probabilmente pure lui traduceva per diletto, visto che campava d'altro (forse d'insegnamento universitario).
che si iscriva pure lui in palestra per passare le ore d'ozio e lasci le traduzioni letterarie a chi vive (o vorrebbe vivere) di esse

13 ottobre 2006

e forse è per vendetta, e forse è per paura

o solo per pazzia, ma da sempre tu sei quella che paga di più, se vuoi volare ti tirano giù e se comincia la caccia alle streghe la strega sei tu
cantava una canzone di quando ero bambina.


come tutti sappiamo, cari amici omfaloscopici, è in corso il Mese Nazionale del Disprezzo Totale nei Confronti della Donna, con varie iniziative che si svolgono in tutta italia. violenze di vario genere si susseguono numerose. i cassonetti di ogni città sono stati addobbati all'uopo con mimose d'importazione.

mi ha colpito molto l'intevento di maria luisa busi ieri al tg1. non che abbia detto niente di nuovo (il silenzio è una seconda violenza, la paura di non essere credute, le battutine sarcastiche, il dubbio che sia tutta un'esagerazione o addirittura un'invenzione), ma ha parlato, ha detto quello che pensava lei, interrompendo la lettura delle notizie, nel corso del telegiornale più importante e più didascalico di questo paese in gran parte lobotomizzato.

anche per quanto riguarda la questione modelle anoressiche ecc., il nocciolo della questione è il disprezzo, il nocciolo della questione è che ci guardiamo con gli occhi degli altri, degli uomini, e ci odiamo. ci riflessivo e ci reciproco. siamo sempre e comunque, anche nei contesti in cui meno ce lo aspetteremmo, giudicate e valutate per il nostro ruolo sessuale. e se non ci sta bene siamo prive di senso dell'umorismo, siamo "isteriche". se diciamo no, se diciamo basta facciamo paura. ma sapere che chi aggredisce, chi deride, chi disprezza in fondo ha paura non è di grande conforto.

l'altro giorno parlavo con il mio medico curante, il saggio ubaldin dal ciuffo (mi han detto che ti piacciono i ragazzi col ciuffo mi han detto che ti piacciono i tipi come me ye ye ye è il nuovo inno di omfaloscopia) e ragionavamo sui massimi sistemi, come sempre, e sull'assenza di una forma di catarsi comunitaria nella società di oggi. un tempo una donna usciva tra i vicoli e urlava il suo dolore. penso al rito della taranta con una comunità che accetta la "pazzia" del dolore e la annienta. penso al finale di un film bellissimo come respiro. l'isteria, derisa e banalizzata dagli uomini e dalle donne stesse, era una richiesta di un abbraccio collettivo da parte della comunità. oggi non ci permettiamo più questi riti. sappiamo che l'abbraccio non verrà. sappiamo che tanto la comunità non c'è. scegliamo il silenzio. anzi, ci convinciamo che è una nostra scelta.

mi manca una conclusione. la lascio alla canzone di quando ero bambina: si dice amore, però no, chiamarlo amore non si può.

09 ottobre 2006

da portare con grazia

e maneggiare con cura. contiene tracce di vita. se ne sconsiglia la vicinanza ai deboli. di cuore

la vulnérabilité des chose précieuses est belle parce que la vulnérabilité est une marque d'existence.
simone weil

08 ottobre 2006

felicità è...

... un uomo con la camicia a quadrettini.
se ogni tanto se la cambia poi, siamo ancora più felici