16 maggio 2007

valigie



Viene voglia di fare le valigie e andarsene da un paese che permette questo.

Ribadisco: santo subito, senza se e senza ma. Anche se non prende la chitarra e canta Dio è morto e anche se eventualmente si scordasse qualche formazione dell'Inter.

15 maggio 2007

siparietto criptico

Se uno è un po' giù e una persona che questo uno stima molto come essere umano e come professionista (nonostante si vesta in maniera succinta, non citi Bachtin e ogni tanto si ingioielli come la Madonna di Islamabad) le dice cose belle, allora questo uno è felice. E se ne frega anche del fatto che dopo Cortázar non si può più scrivere nulla. O della piccineria di certi individui proprio piccoli. Perché la sindrome di Jo ci rovina, ma ci fa anche incontrare.

14 maggio 2007



nella vita, in genere, succedono delle cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare. a me in questi giorni torinesi è successo davvero di tutto.
per esempio di essere, insieme alla mia bionda metà Crita, la star della fiera. giravano voci insistenti sul fatto che fossimo state salvate dalle insidie del quartiere magrebino grazie all'intercessione del don chisciotte de noantri presso alte sfere nerocelestiali. da un tugurio in san salvario, con migliaia di occhietti puntati sul portafogli e non solo, a un paradisiaco bed&breakfast gestito da un'ex-manager con velleità artistiche, occhi maliardi e gambe chilometriche, situato in via Mancini (senza ciuffo pettinato e sciarpa) e consigliatoci da qualcuno che di cognome faceva quasi Moratti.
oppure di restare folgorata dalla bellezza, la bravura, l'intelligenza e la naturalezza di Susanna Basso e dallo splendore inneffabile della sua amica Holyross. donne così non si possono nemmeno invidiare, meritano solo amore ed energia positiva.
o di scoprire che Diliberto è un fervido lettore, oltre che un bell'uomo. che ha il coraggio di mettere le Clark's (seconde, nel mio Olimpo dell'abbigliamento maschile, solo ai completi di velluto) e un nascente fan-club tutto meno che virtuale.
o di rintracciare per puro caso l'ultimo esemplare di bradipo biondo (pittato). non si è estinto, è vivo e lotta (lentissimamente) con noi.
o di obbligare i miei compagni di viaggio a rivedere per ben tre volte la scena dell'addio all'aeroporto di Casablanca (non sarò su quell'aereo... Se tu restassi, un giorno saresti presa dal rimorso. Non oggi, forse nemmeno domani, ma presto o tardi, e per tutta la vita. Noi avremo sempre Parigi. Ne avevamo perso qualcosa, finché non sei arrivata a Casablanca. L’altra sera ne abbiamo ritrovato una parte. Ilsa, le cose da eroe non mi piacciono. Ma tu sai bene che i problemi di tre piccole persone come noi non contano in questa immensa tragedia. Un giorno capirai…). sniff sniff.
o di scoprire che Guccini è carnascialesco in senso Bachtiniano (ronf... zzz...) senza saperlo né volerlo, che le sue non sono canzoni, ma poesie (è possibile che una che scrive un libro sul Maestro non abbia mai ascoltato L'Avvelenata?) e che i suoi testi sono stati forzatamente politicizzati dalla stampa (tutto ciò con l'avallo del direttore di Tv, Sorrisi e Canzoni, è come se facessero firmare a me la biografia autorizzata di Luciano Moggi).
o di incontrare tante facce vecchie e nuove, qualche cerebroleso, tanti amici più o meno virtuali, di ricredersi in un senso o nell'altro su un paio di colleghi e di essere definita mitomane.
tutto sommato, una bella esperienza.

07 maggio 2007

la sindrome di Jo

Ci sono delle letture che ti cambiano la vita.

La mia è stata segnata anni fa:



Alla domanda di Lella Costa: "Ma tu, delle quattro sorelle, con chi ti identificavi?" ho sempre risposto anch'io come tutte: Jo. E' ribelle, intelligente, scrive, ha quel qualcosa in più. E infatti finisce sposata col vecchio professore coi figli grandi, si deve ciucciare sia lui che i pargoli e pure qualche orfano che raccatta per strada. Il sogno di tutte...
Quella che ha capito tutto della vita è Amy, coi suoi bei riccioletti biondi, la lacrima facile e l'occhio languido. Lei parte per l'Europa con la zia, sposa il bel giovine, pure ricco, e fa la bella vita.
Perché tanto agli uomini, intendo a quelli con un minimo di gnegnero, piacciono quelle donne lì. Quelle che quando loro parlano di finanziaria e di partito democratico spalancano gli occhioni come se avessero appena sentito pronunciare orribili parolacce. Quelle che inorridiscono se sentono le parole Bildungsroman e fenomenologia, che credono che il congiuntivo sia una malattia degli occhi e scrivono po' con l'accento. Quelle che pensano che Sarti, Burnich e Facchetti sono tre stilisti degli anni '60. Quelle che hanno la funzione sociale di un vaso da fiori. Perché agli uomini (soprattutto a quelli più intelligenti e pronti di spirito) piace portarti in giro per mano e insegnarti il mondo, mettere un cartellino con una didascalia su ogni cosa. Perché gli fa bene all'ego. E se tu le tue didascalie ce le hai già e, anzi, potresti pure sostituirne qualcuna delle loro, ammettiamolo, spesso un po' stantie, scappano.
Ragazze, se rinasco col cavolo che studio. Il dottorato, poi, non se ne parla nemmeno. Voglio essere bella e vuota. Di quelle che hanno la testa giusto per non lasciare il collo lì da solo. Niente soldi in libri, né in viaggi. Lascio lo stipendio (del marito, perché sarà pure facoltoso) dal parrucchiere, dall'estetista e nelle boutique di moda. Felice nella mia ignoranza.

Se rinasco, voglio fare la velina. Bionda.

05 maggio 2007

auguri chiara!

un vero marxista si vede anche dal compleanno

04 maggio 2007

un motivo per sorridere

date un'occhiata qui e ditemi se non sareste felici anche voi di ricevere certe visite.

Capitolo sette

Toco tu boca, con un dedo toco el borde de tu boca, voy dibujándola como si saliera de mi mano, como si por primera vez tu boca se entreabriera, y me basta cerrar los ojos para deshacerlo todo y recomenzar, hago nacer cada vez la boca que deseo, la boca que mi mano elige y te dibuja en la cara, una boca elegida entre todas, con soberana libertad elegida por mí para dibujarla con mi mano por tu cara, y que por un azar que no busco comprender coincide exactamente con tu boca que sonríe por debajo de la que mi mano te dibuja.

Me miras, de cerca me miras, cada vez más de cerca y entonces jugamos al cíclope, nos miramos cada vez más de cerca y nuestros ojos se agrandan, se acercan entre sí, se superponen y los cíclopes se miran, respirando confundidos, las bocas se encuentran y luchan tibiamente, mordiéndose con los labios, apoyando apenas la lengua en los dientes, jugando en sus recintos donde un aire pesado va y viene con un perfume viejo y un silencio.

Entonces mis manos buscan hundirse en tu pelo, acariciar lentamente la profundidad de tu pelo mientras nos besamos como si tuviéramos la boca llena de flores o de peces, de movimientos vivos, de fragancia oscura. Y si nos mordemos el dolor es dulce, y si nos ahogamos en un breve y terrible absorber simultáneo del aliento, esa instantánea muerte es bella. Y hay una sola saliva y un solo sabor a fruta madura, y yo te siento temblar contra mi como una luna en el agua.


a kiss is just a kiss... anche questo è già stato detto.

Caro Adorno, è dopo Cortázar che è impossibile fare poesia.

03 maggio 2007

elettroencefalogramma in discesa

è possibile scrivere con un bagaglio di frasi disidratate, vocali grinzose e consonanti spente?
vorrei aver voglia di fiori gialli e pesci rumorosi, di illusioni da perdere e lampadine disegnate.



ed è già giovedì.

02 maggio 2007

a.a.a. cercasi



anche di seconda mano.

Annunciaziò, annunciaziò, annunciaziò...

Perepeppeppeppeppè...

Addì venerdì 4 maggio alle ore 21 nella saletta congressi dell'Hotel Da Vinci di Sovigliana la pra parlerà della sua attività di traduttrice letteraria.

Siccome la signora in questione è una forza della natura, e siccome il tema è veramente interessante, non perdetevi l'evento per nulla al mondo.

P.S. Certa è la presenza di Chiara Jolie, molto attesa (anche se non confermata, si sa, ha una certa età...) quella di Crita e ventilata quella del Capoccia.

30 aprile 2007

secondo voi...

...dovrei buttarmi trai rifiuti organici o tra quelli ingombranti?

l'incoronazione di Emanuele Diliberto

Ecco il vino con cui potremmo brindare alle prossime elezioni se ci daranno la possibilità di votare una sinistra senza aggettivi:



Dicevo giusto l'altro giorno che mi piaccioni i sardi. Soprattutto quelli con le idee chiare, quelli che sanno da che parte stanno e che hanno il coraggio di concludere il Congresso dei Comunisti Italiani gridando 'Forza Inter'.

29 aprile 2007

the inner european

l'ho copiato dal sito di flores e - pazzesco! - ci ha azzeccato anche nel mio caso!

Your Inner European is Irish!
Sprited and boisterous!You drink everyone under the table.

montecarlo show: lo sa tutta roma

tranne fede e fede, che ignare si aggirano per il centro una con la vaga impressione di conoscere tutti quelli che incrocia e l'altra di essere la protagonista di una soap il cui copione è stato scritto da un dodicenne. e probabilmente fede 1 e fede 2 non si sbagliano affatto.
"dovremmo scrivere uno sceneggiato", dice fede 2 che con orgoglio di bambina di trent'anni fa si rifiuta di usare la parola fiction. "abbiamo un sacco di idee, sappiamo scrivere, sappiamo pensare, siamo allergiche ai chiché sui trentenni mammoni, paponi e puponi".
"sì è vero, ma la tv è un mondo chiuso, ci arrivano solo gli amici di, i figli di..."
e in quel momento, per la venticinquesima volta nella serata fede 1 dice: "io questa la conosco".
e questa, una pallida e morbida ragazza che si siede accanto al nostro tavolo, non si scompone e dice: "forse mi hai visto in tv in una fiction di poco tempo fa. magari è un po' difficile riconoscermi senza cofana in testa".
le fedi prendono questo come un chiaro incoraggiamento del destino: devono scrivere la loro serie televisiva. ma la realtà è un'altra.
poco dopo infatti compare in scena carlo, il boss, che dopo averci servito un'altra birra ci chiede romanescamente di smammare visto che non stiamo consumando e c'è una discreta fila di persone in attesa. fede 1 fa notare che stiamo consumando la birra, e carlo, il boss comincia il suo spettacolino: "aho, io v'ho portato la bira, ma che ne sapevo che invece de bélla ve mettevate a sorseggia'. qua non è che potemo fa' una magna e l'artra no, e poi la bira. qua se viene e se consuma o ve n'annate. lo sa tutta roma!"
e poi scompare mettendoci secoli a portare il conto e inducendo le fedi nella forte tentazione di annassene sul serio e senza pagare il conto.
il conto lo porta infine carletto, il direttore, che affabile, gentile e sorridente ci dice di avere pazienza e che spera di rivederci presto nel suo locale. le fedi si allontanano, con quel piacevole stato d'animo tra l'incazzato e il divertito che solo le persone che stanno bene in compagnia l'una dell'altra possono avere quando capitano disavventure simili. con la bottiglia di birra in mano, dirette verso uno dei luoghi a quanto pare più magici della capitale: un cesso nei pressi del pantheon.

stamattina cerco il sito della pizzeria la montecarlo. una pagina presenta lo staff come se fossero personaggi e interpreti di una fiction, con tanto di nome, ruolo, e caratteristiche principali: carlo, il boss, nel ruolo di simpatico rompicoglioni che non le manda a dire, carletto, il direttore, nella parte del buono che mette una pezza all'irruenza del boss. e così via tutta una serie di altri protagonisti e comparse, ognuno col suo ruolo ben delineato.

roma è una fiction continua. lo sanno tutti. tutti tranne le due ignare fedi, che senza rendersene conto recitavano a soggetto e a imbeccata nel set più grande che si possa immaginare. lo sa tutta roma.

28 aprile 2007

stranissimo



ogni tanto deve ricaricarle anche chi di solito si sente dire: "dove ce le hai le pile che te le stacco un attimo e respiro?"

26 aprile 2007

andiam compagni quale partito?

dopo i festeggiamenti dovuti (fino a un certo punto, visto che il dring domenica alle 17 mi ha guardato in faccia e ha detto: 'adesso non vorrai mica andare in giro a fare l'imbecille con le bandiere, vero?' le ho ripiegate, ho indossato la maglia di Ronaldo, messo al cucciolo quella di Oba Oba e sono tornata davanti alla tv) è giusto fare un passo indietro e riflettere sull'ultimo congresso dei DS.

è triste notare che ci voleva Fassino per farmi dare ragione a Poldo Sbaffuzzi. è bello invece constatare, come sempre, che i sardi in politica hanno l'occhio lungo. non bisogna rifiutare i cambiamenti a priori, però, visto lo squallore delle proposte fatte a Firenze e a Roma, non ci sto. non ci sto a farmi chiamare pezzo (da Fassino, poi...), non ci sto a farmi spiegare la differenza tra col e nel che in fondo non è nient'altro che un modo democristianissimo per dire e non dire, e non ci sto a farmi rappresentare da un politico che pronuncia dei discorsi che sembrano scritti da Jovanotti. Angius se n'è andato con la classe che lo contraddistingue, dicendo: "il mio interesse piu' grande e' rivolto alla prospettiva di una forza politica di sinistra, laica, di ispirazione socialista, che sia parte del Pse." ci voleva tanto?

sabato sera ero a Firenze, per i fatti miei. in stazione ho incontrato Fassino e devo ammettere che gli ho trovato un pregio: è fotogenico. qualche centinaio di metri dopo ho incrociato anche Bianca Berlinguer. Berlinguer, sì. Berlinguer...

25 aprile 2007

mezzopienismo a oltranza

menomale che ho passato l'intera giornata dietro al computer pieno di virus e spyware. altrimenti avrei perso la giornata intera dietro a inutili seghe (senti)mentali

23 aprile 2007

senza parole




Quindici

Da Wikipedia:

Quindici
  • È un numero composto, coi seguenti divisori: 1, 3 e 5. Poiché la somma dei divisori è 9
  • la constante di magia di un quadrato magico3 x 3:
  • È un numero triangolare e un numero esagonanumero esagonale.
  • Un numero è divisibile per 15 se e solo se è divisibile sia per tre che per cinque.
  • Insieme a 21 forma la più piccola coppia di numeri triangolari la cui differenza e somma (6 e 36) sono anche triangolari. Le coppie successive che hanno la stessa proprietà sono 780 e 990, 1.747.515 e 2.185.095

  • è il numero atomico del fosforo (P).
  • 15 Eunomia è il nome di un asteroide.
  • Quìndici è un comune in provincia di Avellino, situato nella valle del Lauro, conta circa 3000 abitanti, nel 1998 colpito da una disastrosa alluvione.
  • È uno dei numeri della sequenza numerica dell'Equazione di Valenzetti.
  • Ci sono 15 palle nel triangolo del gioco del bliardo all'americana.
  • Sono esattamente 15 i numeri primi palindromici di tre cifre.
Una foto di Gramsci a quindici anni


I miei libri preferiti da piccola erano i Quindici


alle medie passavo le ore spostando le tessere del gioco del quindici



eravamo in quindici anche quelli della terza B del Virgilio alla maturità del '90, sono partita per la Germania il 15 ottobre del '93, ho consegnato la tesi di laurea un quindici marzo di qualche anno fa e il 15 di settembre di dieci anni dopo ho ripreso la residenza a Vinci.

E dopo questo quindici


posso pure riprendere a festeggiare il compleanno ogni cinque di maggio.

17 aprile 2007

etciù


non sempre è un bene avere un figlio che ascolta solo Mozart, soprattutto se si soffre di allergie primaverili.