23 aprile 2007

Quindici

Da Wikipedia:

Quindici
  • È un numero composto, coi seguenti divisori: 1, 3 e 5. Poiché la somma dei divisori è 9
  • la constante di magia di un quadrato magico3 x 3:
  • È un numero triangolare e un numero esagonanumero esagonale.
  • Un numero è divisibile per 15 se e solo se è divisibile sia per tre che per cinque.
  • Insieme a 21 forma la più piccola coppia di numeri triangolari la cui differenza e somma (6 e 36) sono anche triangolari. Le coppie successive che hanno la stessa proprietà sono 780 e 990, 1.747.515 e 2.185.095

  • è il numero atomico del fosforo (P).
  • 15 Eunomia è il nome di un asteroide.
  • Quìndici è un comune in provincia di Avellino, situato nella valle del Lauro, conta circa 3000 abitanti, nel 1998 colpito da una disastrosa alluvione.
  • È uno dei numeri della sequenza numerica dell'Equazione di Valenzetti.
  • Ci sono 15 palle nel triangolo del gioco del bliardo all'americana.
  • Sono esattamente 15 i numeri primi palindromici di tre cifre.
Una foto di Gramsci a quindici anni


I miei libri preferiti da piccola erano i Quindici


alle medie passavo le ore spostando le tessere del gioco del quindici



eravamo in quindici anche quelli della terza B del Virgilio alla maturità del '90, sono partita per la Germania il 15 ottobre del '93, ho consegnato la tesi di laurea un quindici marzo di qualche anno fa e il 15 di settembre di dieci anni dopo ho ripreso la residenza a Vinci.

E dopo questo quindici


posso pure riprendere a festeggiare il compleanno ogni cinque di maggio.

17 aprile 2007

etciù


non sempre è un bene avere un figlio che ascolta solo Mozart, soprattutto se si soffre di allergie primaverili.

11 aprile 2007

si stava meglio quando si stava peggio



penso di essere l'unica al mondo che rimpiange i tempi in cui si usavano i gettoni.
come si stava bene quando si stava male. dico davvero. che bello non poter essere rintracciati dappertutto e non poter dire sempre a tutti dove siamo e cosa facciamo.
il gettone aveva un suo perché. il colore inconfondibile, la forma un po' a bischero, lo riconosco. ricordo persino il suo sapore, devo averne succhiati diversi nella fase orale. e le facce degli stranieri che se lo ritrovavano in mano dopo un resto un po' così.

se eri in ritardo, era bello inventare scuse, allora avevi il tempo per studiarle nei minimi particolari. ed era bello non avere nessuno che si lamentava perché il tuo cellulare era sempre spento. era bello anche non doverlo cercare dappertutto, persino nella cesta dei panni sporchi. ed era bello non doverlo trovare, nemmeno nella cesta dei panni sporchi.

da venerdì ho un cellulare nuovo. a chi mi chiede quale, rispondo che è azzurro (a guardarlo bene, c'è anche un po' di nero, e forse in controluce si vede anche l'effigie di Moratti) e fa un sacco di musichine. a dire il vero, non è il mio cellulare ideale, quello sarebbe muto. anzi, dovrebbe dirmi solo una cosa: 'non ti ha chiamato nessuno'.



(mi si nota di più se non rispondo, o se rispondo e sto in disparte? comunque avevo detto MorAtti)

05 aprile 2007

gli anni passano...

...ma un genio resta sempre un genio.



e noi dobbiamo contunuare a guardare the bright side of life.

30 marzo 2007

aridatece le braz(ipe)!

Credevamo di aver toccato il massimo dell'assurdo lanciando sul mercato la brazipa suora, la brazipa casalinga di Voghera, la brazipa nostalgica e progettando sia la brazipa stronza (quella che se le metti i vestiti brutti urla), la brazipa che paga il bollo e quella che ruba.

Invece abbiamo avuto l'ennesima conferma del fatto che c'è sempre qualcuno che ci batte, anche in imbecillità. Stavolta è toccato alla storica impresa tedesca Hermann Spielwaren, che ha creato un orsacchiotto dedicato a Benedetto XVI, in occasione del suo 80° compleanno (non accorgendosi forse che così gli danno del rimbambinito).



(ecco i pupazzi dedicati agli unici due personaggi per cui la Baviera è diventata famosa negli ultimi due anni: il pastore tedesco e l'orso Bruno. peccato che abbiano abbattuto quello sbagliato)

24 marzo 2007

all you need is love

da repubblica online di oggi:

Cerimoniere sale sul pulpito e bacia il collega: "Ti amo"
AVEZZANO - E' salito sul pulpito e ha dichiarato il proprio amore, con tanto di bacio in bocca, al collega cerimoniere, assistente dell'officiante durante la messa vespertina. L'insolito "coming out" è accaduto qualche giorno fa ad Avezzano, nel santuario della Madonna della Pietraguaria. La preghiera dei fedeli era appena terminata quando sul pulpito è salito uno dei due cerimonieri. "Ringrazio il parroco per avermi dato questa possibilità, poter fare gli auguri al mio amico", l'altro cerimoniere che gli stava accanto. "Ti amo", e poi quel bacio che ha pietrificato i fedeli, rimasti increduli, e un lungo abbraccio. La chiesa è gestita dai cappuccini, che cercano subito di minimizzare. "Non c'è nulla di strano a dire ti amo a una persona dello stesso sesso. Dio, infatti, è amore", è la versione ufficiale proposta da uno dei padri. Ma quando gli è stato fatto osservare che alcuni fedeli hanno parlato di un bacio dato sulla bocca il cappuccino si fa sbrigativo: "Non stavo celebrando io, non ho visto se il bacio è stato dato su una guancia o altrove, su questo non saprei proprio cosa dire". Per la sua dichiarazione, il cerimoniere ha scelto un'occasione pubblica e sacra. Eppure non tutti i fedeli della chiesa di Avezzano hanno apprezzato. Qualcuno ha lasciato il luogo sacro mentre la messa era ancora in corso e altri si sono detti "impietriti" e "scossi". La coppia che sta facendo già parlare molto di sé non sarebbe di Avezzano, ma si sarebbe trasferita in città da qualche mese.

21 marzo 2007

Santo subito




anche se non prende la chitarra e canta 'dio è morto'

19 marzo 2007

tutte le strade riportano a omfaloscopia



venerdì sera alle 20.41 qualcuno ci ha trovato digitando in Google "Biermann Icaro".
quando mi si chiede (riconosco che 'mi si chiede' come espressione fa schifo, ma volevo solo evitare di ripetere la parola 'qualcuno') perché esiste Omfaloscopia, non so mai che dire. adesso ho una risposta: perché qualcuno mi trovi digitando "Berimann Icaro" in Google.

anche perché negli ultimi sei mesi ci avete trovato digitando le cose più assurde.
si va dal religioso:
nando martire
gulasch suor germana
santa rita s'accascia
canzoni scout
sacerdote sposa suora
la zoccola di san colombano
al pornografico:
franca nuda empoli
empoli mutande
(e questo la dice lunga sulla sessualità nell'amena cittadina toscana)
tette dirndl
trans minidotati
beccalossi nudo
all'ingiurioso-morboso:
faccia di somaro
negri comunisti musulmani
bastardo spelacchiato
cadaveri in putrefazione
yahoo sgozzamenti
all'animalesco:
maiale su water
maiale a o-go
maiale nano tailandese
pungiglione ape regina
mungitura vacche donne
costume bradipo
ghedina stambecco (anche nella categoria precedente)
bufala dopata (questa è da oscar)

al vario ed eventuale:
come fare una molotov
ilide flautata
canzone triste kilimangiaro
cavalieri erranti di leonardo da vinci
zorro a cagliari
rasputin ampolla
dieta di shakira

poi ci ha cercato anche qualcuno che ci conosce davvero:
federica lo cascio
chiara veron

e abbiamo la certezza di fare tendenza, visto che ci hanno cercato anche digitando dei neologismi di nostra invenzione:
topai (si ringrazia lmp per la gentile concessione)
onanofrenico
gucciomanzia
gu-ching
tetratricotomia


marchettone

andate a vedere questo film:



no, vabbe', nemmeno io stimo Fabio Volo, diciamo pure che non lo reggo proprio, lui e i suoi libri, i suoi film, le sue trasmissioni radiofoniche e televisive (ma, dico, uno può fare un programma su Barcellona senza invitare né mia cognata Nuria, né Miquel Edo y Julià?). è pure milanista, dai...

premesso tutto ciò, andate a vedere il film. e concentratevi esclusivamente sulle scenografie. sono infatti frutto dell'opera della più grande scenografa emergente mondiale, esponente di spicco della corrente fricchettona, vicepresidente ad honorem dell'associazione 'mogli di ingegneri senza frontiere', fondatrice della lega anti casalinghe di voghera, illuminata dal Maestro e omfaloscopica dentro. nonché praticamente sorella minore della sottoscritta figlia unica.

se non l'avete capito, saran pure cazzi miei, ma le voglio molto bene.

13 marzo 2007

una cosa seria

Ricevo da Laura e giro:

La Sezione Traduttori del Sindacato Nazionale Scrittori promuove
un'inchiesta per far luce sulla situazione dei traduttori delle
pubblicazioni editoriali di consumo (rosa, gialli, fantasy, ecc.) che
compaiono a scadenza periodica in edicole e librerie. Malgrado l'enorme peso economico del settore, sembra che i traduttori siano qui particolarmente svalorizzati e lavorino a condizioni spesso inaccettabili.
La Sezione Traduttori è già impegnata a studiare la situazione, e la
presente inchiesta è parte di un'indagine più ampia che valuta diversi
aspetti della professione. Chi desidera contribuire con esperienze personali o altre informazioni in merito può contattare l'indirizzo
inchiesta@traduttorisns.it
Referenti del progetto: Anna Carbone, Valentina Daniele.

www.traduttorisns.it

10 marzo 2007

la pipì col Maestro

se credessi nell'astrologia, direi che ieri una congiuntura astrale voleva impedirmi di arrivare a un'ora decente (che per me vuol dire almeno sei ore prima dell'inizio) al concerto di Guccini a Firenze. mamma mia, il karma era negativissimo: la nonna-sitter era in ritardo, Trenitalia era in sciopero e il dring (trascinato al concerto molto suo malgrado) era bloccato a Pontedera (apriamo un dibattito: Pontedera esiste davvero o è una cosa tipo Babbo Natale, l'Uomo Nero, uno juventino simpatico?).


(a quanto pare, esiste)

sulla superstrada troviamo un ingorgo, cerchiamo una via alternativa e ci perdiamo nei dedali fiorentini (oddio, per uno che ha passato il pomeriggio a Pontedera, la periferia di Firenze è Manhattan, ma sorvoliamo). arrivati in prossimità dello stadio venti minuti dopo il presunto inizio del concerto, è ovvio che non troveremo posto. e invece no, alla faccia di chi mi vuole male, vedo un parcheggiatore che si sbraccia a 50 metri dall'entrata del Mandelaforum. sistemiamo la macchina e noto che il suddetto chiude una transenna. è un capovolgimento di karma, abbiamo avuto il culo di occupare l'ultimo posto libero. sempre alla faccia di chi mi vuole male.
giusto mentre metto piede nell'arena, odo un boato e parte il celebre accordo di 'Canzone per un'amica', che, ricordo agli ignoranti e ai miscredenti, apre ogni concerto del Maestro. ebbene sì, mi ama ancora, mi ha aspettato.
nel tragitto dalla macchina al palasport ho invidiato gli uomini che possono piasciare praticamente dappertutto. come mio solito, e nonostante si fosse già a metà della seconda strofa della canzone d'apertura, ho dovuto cercare un bagno. certo, stavo facendo quello che faccio ogni mattina, e cioè la pipì con Lui che canta in sottofondo, però non mi era mai capitato che lo facesse dal vivo.
ovviamente non c'era più tempo per cercare un posto decente, coi pantaloni ancora a mezza gamba mi precipito su per la prima scala che ho davanti e mi ritrovo in una vecchia pubblicità della Barilla, quella col bambino che sale le gradinate dello stadio gremito e non capisce più nulla: il Maestro era a 25 metri, non di più.


(ma era più vicino)

ci pensavo stamani mentre facevo la pipì, era come se lui in quel momento fosse in cucina.
il concerto è stato una via di mezzo tra una funzione religiosa e la sagra della polenta a palle. Guccini cantava un po' a casaccio le canzoni che gli chiedeva il pubblico. ha fatto persino Vorrei - sì, Maestro, lo so che l'hai fatta per me -, un inedito sulle lotte partigiane (il testo circola in rete) e, udite udite, una canzone che non sapevo nemmeno esistesse. una sua vecchia traduzione di Only you, datata 1957. Flaco Biondini era disperato. Vince Tempera temeva che attaccasse anche Ufo Robot. noi invece ci siamo divertiti.
ho temuto per l'incolumità del dring quando qualcuno dal pubblico ha chiesto una canzone per Erika (Guccini ha scritto Canzone per Silvia, ma tra boschi, arbusti e brughiere, si sa, ci si sbaglia sempre). s'era fatta una certa e il Maestro non è più di primo pelo. probabilmente è pure duro d'orecchio, ha capito una canzone tedesca e ha detto di non conoscerne nessuna. il sant'uomo che vive insieme a me ha tremato, nel timore che mi lanciassi sul palco (ripeto, c'erano sì e no 25 metri) e attaccassi tutto il repertorio di Biermann. non l'ho fatto solo perché so che mi ama.

bella serata, alla faccia di Paolo Fox, di chi si fa le seghe mentali e di Luciano Moggi.

p.s. il mezzo litro di vino che Guccini dice di bere durante il concerto è davvero mezzo litro.

02 marzo 2007

rottamazione



basta!

e questi non possiamo nemmeno chiamarli vagiti di vecchio, perché purtroppo è in cervello e sa cosa dice.

27 febbraio 2007

c'è chi non invecchia mai...







...e poi c'è LEI.
auguri alla quarantenne più splendida che ci sia, ci sia stata, ci sarà.

24 febbraio 2007

fa' qualcosa di sinistra


se volesse davvero fare le cose per bene, darebbe l'incarico per formare il nuovo governo a José
Luis Rodriguez Zapatero

20 febbraio 2007

auguri Feather!

Carissima compagna di mille avventure, in occasione del tuo ...esimo genetliaco vorrei farti degli auguri molto speciali. diciamo pure unici. ecco.


anche se non sembra, ti voglio bene. auguri e grazie se continui a essere mia amica.

16 febbraio 2007

the big omfaloscopy

sull'altro comodino in questi giorni è poggiato 1984* di orwell nella versione di gabriele baldini. il noto filologo nonché critico della traduzione (ex-ingegnerefilippino) di madrelingua spagnola che dorme accanto a me non perde occasione per farmi notare che il collega usa a sproposito la parola 'codesto', salta a piè pari dei bei pezzi di romanzo perché a suo avviso sarebbero incomprensibili al lettore italiano e fa un uso alquanto improprio dei participi passati.
ora, una sposa un ingegnere proprio per non ritrovarsi la sera a letto a parlare di lavoro. io speravo di addormentarmi cullata da un paio di algoritmi, abbracciata alla logica matematica e accoccolata ad ascoltare qualche funzione, ma si sa, l'amore è bello perché ti sorprende e va bene così.

ieri sera parlavo al telefono con una delle persone più piacevoli che mi sia mai capitato di incontrare. per puro caso questa persona è anche un mio datore di lavoro, nonché capo, nonché caro amico, nonché tante altre cose che non sto a specificare perché non credo che ve ne freghi granché. parlando con lui sono giunta alla conclusione che diverse tra le persone cui voglio più bene al mondo non hanno la mia fortuna, cioè non vengono importunate la sera a letto con questioni traduttologiche, né vengono svegliate nel cuore della notte perché chi dorme accanto a loro ha appena risolto il paradosso dei due gemelli. e sono giunta alla conclusione che queste persone sono da sole per un problema logistico, vale a dire che tutte lavorano troppo per avere una vita privata.

la mia mente perversa ha unito questi due discorsi e stanotte ho sognato di mettere in una casa senza spiragli tutte le persone cui voglio molto bene e che sono da sole, per vedere di risolvere il problema logistico. impedendo loro di lavorare e obbligandoli a convivere, magari sarebbe sorta qualche storia d'amore e tutti saremmo stati più felici. il problema è che i miei concorrenti erano un uomo e quattro donne, tutti rigorosamente eterosessuali, quindi più di una coppia non si sarebbe potuta creare. l'uomo inoltre sarebbe stato una specie di tronista e avrei rischiato di finire a lavorare per Costantino. pertanto l'annuncio:

cercasi ambosessi di vario orientamento sessuale per risolvere il problema che affligge le persone cui voglio più bene al mondo.

sì, lo so che il grande fratello esiste già, però noi siamo omfaloscopici, cioè guardiamo al nostro ombelico e ce ne freghiamo di quel che succede nella casa. le storie d'amore che sorgeranno all'interno saranno cazzi vostri. noi ci limitiamo a creare la situazione e al resto pensate voi.

*
per la cronaca nel 1984 l'Inter era allenata da Gigi Radice e quel campionato fu segnato da un inizio catastrofico: dopo 4 giornate eravamo ultimi in classifica e pensavamo già di buttare le sciarpe 'mai stati in B, nemmeno 2 volte'. a riprova del fatto che bisogna sempre essere ottimisti, finimmo quarti. forza cugini, nulla è perduto. come dite? non ci credo nemmeno io? bravi.

07 febbraio 2007

la maiala di su' ma'


sta per iniziare l'anno del maiale. per una, come me, che dal punto di vista astrologico è maiale (di cinta) ascendente aragosta, le aspettative sono enormi. speriamo davvero che di questo 2007 non si butterà via nulla...

06 febbraio 2007

invidia

soprattutto nei confronti del secondo

28 gennaio 2007

il perché di un acquisto


il vitello grasso di cui Berlusconi parla da tempo

parla come magni

perché già traduco per mestiere, non mi fa di farlo anche nella vita extralavorativa

25 gennaio 2007

"ce ne faremo una ragione"


Ho appena scoperto che stasera guarderà la semifinale di Coppa Italia in tribuna accanto a Galliani.

Certo, c'è semifinale e Semifinale.


Dov'è adesso nessuno gli dedicherà righe come queste:
"Giorni dopo, mentre camminavo senza meta per le vie del centro, un lampo visivo mi ha dato la scossa. Il pretesto era di natura tipografica. Sono tornato indietro, fino all’edicola della locandina rimasta nella coda dell’occhio. La dimensione delle lettere riduceva l’essenziale a due parole:
Moratti e Ronaldo. All’improvviso, il nerazzurro si è ripresentato come se niente fosse, carico di prospettive luminose: l’arrivo del fenomeno brasiliano, col suo modo di ridere dopo ogni gol, altri acquisti dai nomi esotici, il nuovo allenatore nato in provincia di Bologna, il Milan fuori dalle coppe l’anno che verrà.
Moratti e Ronaldo. Dovevo farlo sapere a Katia. Perché capisse che non è mai finita: è questa la semplice, precaria verità del calcio. Con incurabile speranza, adesso avverto che il peggio è passato e tutto ricomincia."

Spero che il Maestro mi perdonerà la parafrasi: voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora dribbli, voglio pensare che ancora hai un minimo di dignità e che come allora sorridi.

15 gennaio 2007

omfaloscopicamente vostre

dobbiamo arrenderci all'evidenza e ammettere che come blogger siamo fallite.
le vere blogger (le pulsatille, le lucarelle e compagnie belle) stanno sempre sulla notizia, commentano ogni avvenimento, mettono il dito in ogni piaga e ballano con ogni topo quando il gatto non c'è. noi ultimamente ce ne lasciamo scappare troppe. non ci indigniamo per i Caini giustiziati, non infamiamo i compagni imborghesiti perché si fanno operare nelle cliniche, non salutiamo nemmeno Beckham che se ne va in America.
abbiamo anche perso gran parte della nostra cattiveria. io sono troppo impegnata in lotte onanofreniche familiari e a sbavare dietro a mio figlio, cantando 'Obabaluba' e 'Pazza Inter amala' col coniglio Trozkji in mano. ultimamente, invece di prendere a sganassoni i cattivi, me la rifaccio con i calcoli renali, ne ho appena distrutto uno di un centimetro, che avrebbe messo in crisi anche un camionista bergamasco.
ecco, saremo fallite come blogger, ma, non so quanto coscientemente, abbiamo ribadito la politicità del privato. in un trionfo omfaloscopico.

29 dicembre 2006

Il gioco del libro più vicino

In genere non siamo i tipi da catene, né da Santi (da Sant'Antonio men che meno, da quando a sei anni dovetti trattenere il vomito davanti alla sua lingua, con la zia di mia madre che gridava all'eresia).
Però quando ci chiedono di parlare di libri, e soprattutto quando ce lo chiede un gran pezzo di donna come Laura, non possiamo tirarci indietro.

Ecco le istruzioni:
  • prendere il libro più vicino
  • sfogliare sino a pagina 123
  • contare le prime 5 frasi della pagina
  • riportare nel blog le 3 frasi seguenti
  • suggerire il gioco ad altri 3 blogger
Evito l'onnipresente Biermann e i libri che ho intenzione di proporre a qualche casa editrice a caso (visto che si parla di sesso, morti e internet, pensavo alle Edizioni Paoline) e sfoglio Acido solforico di Amélie Nothomb, Voland 2005, tradotto da Monica Capuani.
Apro una parentesi: Ho questo libro sulla scrivania per puro caso, però è una bella coincidenza, visto che il primo traduttore della Nothomb è una persona a me molto cara e una volta ho avuto pure il piacere di incrociare la scrittrice, che ricordo soprattutto per un bellissimo copricapo. Ancora non la conoscevo, ma se l'avessi conosciuta mi avrebbe ricordato la Ross. Chiudo la parentesi e procedo col gioco. Vado a pagina 123, conto le 5 frasi e leggo:

- Forza, Zdena, adesso metti giù quelle bottiglie e vieni a parlare con noi - dichiarò la voce paternalista di uno dei capi.
- Sentite, - sbraitò - io mi chiamo kapò Zdena e mi si dà del lei, va bene? Vi ricordo che le bottiglie molotov esplodono quando si rompe il vetro!

Visto il titolo del libro che mi è capitato tra le mani, non posso che passare il testimone a
-Jerome quando si riprenderà dai bagordi natalizi e nerazzurri
-Compagno di merende a patto che non scelga la biografia di Franco Baresi
-Benni che con quel sorriso può scrivere quel che vuole
redattori di un altro bell'acido (si dispensa dalle battutacce)

p.s. per Rudi: avrei voluto prendere Semifinale (libro che ha come sottotitolo 'una storia d'amore e di sconfitte intorno all'Inter prima di Ronaldo' ed è consigliabile anche o soprattutto ai non interisti e ai non appassionati di calcio), però poi mi avrebbero detto che sono di parte.

invece io (featheryca) scelgo non il libro più vicino da un punto di vista spaziale perché è quello che sto traducendo e quindi è in inglese, ma un libro che oggi mi sono ripromessa di leggere (e quindi vicino nel pensiero) riflettendo tra me e me sul medioevo dell'anima cioè il protrarsi di un'adolescenza spirituale anche in età matura che riscontro in molti soggetti che mi capita di incrociare. tutti di sesso maschile. che strano. il libro è l'autunno del medioevo di johan huizinga, bur 1995, tradotto da bernardo jasinsk:

i voti vengono fatti in nome di dio e della madonna, delle dame e dell'uccello. non sembra arrischiato supporre che qui la divinità non fosse, in origine, chiamata a raccogliere i voti: molti difatti non giurano che per le dame e l'uccello. c'è poca varietà nelle privazioni che ci si impone: di solito concernono il mangiare o il dormire.

il nesso tra l'immaturità e l'uccello è puramente casuale.

propongo questo gioco a:
iriade (in una delle rare pause tra i suoi viaggi interstellari)
eddie (che sa di cosa parlo. chi meglio di lui conosce gli uomini e gli uccelli? è natale. ho diritto a una battuta da film di vanzina)
e ross (che sicuramente avrà sulla scrivania un libro che a pagina 123 svela il senso della vita. quando torna, con calma)



(a proposito di molotov e uccelli, non possiamo esimerci dal citare D'Alema. vi avverto che non indovinerete, però provate a trovare il nesso)

28 dicembre 2006

quesiti di fine anno

senso di colpa e autofustigazione cattolica? efficientismo ed etica calvinista? o pura e semplice sfiga? ma com'è che da dodici mesi a questa parte appena ho qualche giorno di vacanza ne approfitto per ammalarmi?

24 dicembre 2006

I'm dreaming of a WILD Christmas

Dolly del mare profondo,
figlia di minatori,
si leva le scarpe e cammina sull'erba
insieme al figlio del figlio dei fiori.
E fanno la solita strada
fino al cadavere del grillo,
la luna impaurita li guarda passare
e le stelle sono punte di spillo.
E mentre le lancette camminano
i due si dividono il fungo
e intanto mangiando ingannano il tempo
ma non dovranno ingannarlo a lungo.
Infatti arriva Babbo Natale,
carico di ferro e carbone,
il figlio del figlio dei fiori lo uccide
con un coltello e con un bastone.
E Dolly gli pulisce le mani
con una fetta di pane,
le nuvole passano dietro la luna
e da lontano sta abbaiando un cane.
E la neve comincia a cadere,
la neve che cadeva sul prato
e in pochi minuti si sparse la voce
che Babbo Natale era stato ammazzato.
Così Dolly del mare profondo
e il figlio del figlio dei fiori
si danno la mano e ritornano a casa,
tornano a casa dai genitori

18 dicembre 2006

propositi per l'anno nuovo

i miei più cari amici lo sanno: se qualcuno mi pesta un piede chiedo scusa, se un altro mi prende a pesci in faccia io penso sempre che in fondo in fondo devo aver fatto qualcosa che ha scatenato la viulenza. un po' di autocritica non guasta mai nella vita. ma avere la sindrome dell'agnella di dio che toglie i peccati dal mondo e che si ammazza di sensi di colpa per conto terzi è un'altra cosa. che fa molto molto MOLTO male. e quindi, siccome quest'anno ho davvero esagerato con il cilicio, il proposito per l'anno nuovo è il seguente: essere stronza. cazzimmosa overamente. ma con cortesia ed efficienza.
sono già pronti all'uopo dei praticissimi buoni vaffanculo che distribuirò a tutti coloro coi quali entrerò in contatto. validi sempre e ovunque. uomo avvisato...

Discanto

di acqua e di respiro, di passi sparsi
di bocconi di vento, di lentezza
di incerto movimento, di precise parole
si vive di grande teatro, di oscure canzoni
di pronte guittezze si va avanti
di come fare, di come dire
di come fare a capire
di alti, di bassi battiti del cuore
fasi della luna e ritmi della terra
di intelligenza, di intermittenza
si vive di danze, di ballo sociale
di una promessa, di un faccia differente
di mediocri incontri, di bellezze
di profumi ardenti, di accidenti
rotolando si gira, si balla, si vive, si fa festa quella, questa
si picchia forte col piede nella danza e si sbaglia il passo
si vive di fortune raccontate e di viaggiare
e si cammina stanchi
e di lavoro e opposizione e corruzione
si vive di lenta costruzione e di tempo che ci inchioda
e di diavoli al culo, di fianchi smorti, di fuochi desiderati
si vive di pane, di speranza di bere un vino buono per l'estate
rotolando si vive di discorsi leggeri, cori di maschere notturne
canto e discanto
e giù divieti
e oli sulla pelle
e sorrisi di fantasmi
e fantasmi fotografati
e giù campane annuncianti
si vive di sguardi fermi
di risposte folgoranti
di lettere partite che aspettiamo in cima al mistero di essere così soli.
di questo si vive e di tant'altro ancora
che inseguiamo come i cani respirando dal naso
per finire invece ancora sorridenti, ancora abbaianti di un dolore a caso.


...perché non c'è solo Guccini.

17 dicembre 2006

Tocchiamoci

Per ovvi motivi familiari non posso e non voglio gioire



però fa un certo effetto sapere che il mondiale per club è stato vinto dall'Internacional di Porto Alegre con gol di un certo Adriano.

13 dicembre 2006

verità scomode


babbo natale non esiste ma chi lo tocca muore.
ieri leggevo di un'insegnante inglese che ha rivelato agli alunni, gettandoli in uno stato di sconforto e agnosticismo cosmico, che babbo natale non esiste. bimbi in lacrime, genitori indignati, preside infuriato, lettera di licenziamento. a parte il mio spirito di corpo (fantastico ossimoro) che mi spinge giustamente a vedere negli alunni il male assoluto e negli insegnanti tanti poveri agnelli sacrificali, devo dire che come bin laden e bernardo provenzano, babbo natale è un altro degli inafferrabili che godono di protezioni assurde. provenzano l'hanno preso, bin laden forse è pure morto, ma babbo natale non ce lo toglieremo mai dai coglioni. ricordate la famosa battuta dei soliti sospetti? "il più grande tiro del diavolo è stato convincere il mondo che lui non esiste"? be', babbo natale ha fatto di peggio: non esiste, fa credere di esistere e se lo attaccano si trincera dietro i bambini. chi colpisce babbo natale è trattato come un criminale perché colpisce i bambini, che in realtà babbo natale (o chi per lui, va' a sapere tutti i poteri forti che ci sono dietro) è tanto vigliacco da tenere in ostaggio per corromperli, già da piccolissmi, al materialismo e al consumismo più bieco.

e intanto il papa (santa ratzi, che ama vestirsi da babbo natale, non dimentichiamolo) dà sfogo alla sua verve di comico (a crozza e fiorello gli dà 'na pista). la battuta di ieri è esilarante: la pace nel mondo è minacciata dall'eutanasia e dall'aborto. ho ancora le lacrime agli occhi.

12 dicembre 2006

dimenticanze

impegnate a crescere figli propri e altrui, a tradurre libri più o meno immaginari e a combattere con microbi più che reali, ci siamo dimenticate di stappare una bottiglia dopo aver visto questa immagine:



mi dispiace solo che ha sofferto poco. nel suo caso (e solo nel suo caso) sarei persino stata contraria all'eutanasia, meglio una bella cacotanasia con accanimento medico e non solo.
spero che appena arrivato di là Victor Jara l'abbia corcato di botte. no, sarebbe poco buddista e poco omfaloscopico, spero che sia stato limonato con foga. da qualche migliaio di malati di mononucleosi.

11 dicembre 2006

prego astenersi poveri di spirito

la piccineria altrui non merita più di due secondi del nostro pensiero. e anche del nostro blog. poi rimane di chi vuole coltivarla. come sapete ormai da sempre. noi e il budello di su' ma' vestito da budda che ride preferiamo coltivare la bellezza.

09 dicembre 2006

le trasmissioni sono temporaneamente sospese



il duo omfaloscopico ha appena dimostrato di possedere doti sovrannaturali. sebbene situate a più di 200 km l'una dall'altra, le nostre si sono attaccate l'influenza.
a tanto non era arrivato nemmeno Moggi.

01 dicembre 2006

un genio

quest'uomo è un genio.
un comico nato. adesso si capisce da chi hanno preso i suoi figli (che, evidentemente, sono davvero figli suoi).

Prodi è un agente del KGB.

27 novembre 2006

c'è mancato poco...




pur di non farlo morire come Berlinguer, sarei andata a piedi a fargli la respirazione bocca a bocca.

24 novembre 2006

amici di chi?

è triste vivere in un paese in cui il telegiornale annuncia la morte di quest'uomo



dicendo solo che ha interpretato il film Amici miei

23 novembre 2006

ultimamente...

... non si contano le persone che mi stanno facendo cascare le braccia

21 novembre 2006

c'è vita su omfaloscopia

ultimamente ci è stato rimproverato il fatto che aggiorniamo troppo di rado il sito. a parte il fatto che saran pure cazzi nostri, riconosciamo di latitare, ma a nostra discolpa aggiungiamo che siamo assenti più che giustificate.

per non deludere i nostri numerosi fan, mi accingo a fare un resoconto bignamizzato delle notizie degli ultimi giorni che hanno catturato la nostra attenzione:

tan-tan-tan-taratàààààn-tattarataratààààn-tan. (questa è la sigla dei telegiornali RAI, sì, sono statalista e centralista e non vedo l'ora che vengano istituiti i piani quinquennali e i sovchoz).



1) il Global Consciousness Project, associazione con sede all'Università di Princeton, ha indetto il primo Orgasmo Globale Sincronizzato per la Pace. coloro che desiderano partecipare all'evento devono impegnarsi a raggiungere un orgasmo nelle ventiquattro ore del 22 dicembre, con una cuffia a fiori che ricordi Esther Williams, il costume arcobaleno e un ramoscello d'ulivo frai denti (certo che pur di battere chiodo i secchioni americani le tirano fuori di sotto terra).

2) Ian Thorpe attacca la cuffia al chiodo. a 24 anni ha vinto tutto in vasca e dice di avere altre priorità nella vita. smette quando è ancora al top, ma se ce lo ritroviamo all'isola dei famosi o se fa la fine di Platini giuro che lo prendo a pedate con i suoi stivali (calza 47).

3) il papa rimprovera Crozza per l'imitazione. da che pulpito... se lui si mette quei cappelli e fa il comico, non capisco perché un comico non possa fare il papa. comunque, Crozza, scherza coi fanti e coi santi, ma lascia stare Guccini, eh, che lo fai passare per un ubriacone e non mi piace.

4) presto in edicola il nuovo libro di Berlusconi dal titolo 'il calv(ari)o della libertà'.

5) Sa-lu-ta-te-la-ca-po-li-sta.


16 novembre 2006

a ciascuno il suo (mafioso)

certo che viene un po' da invidiare gli americani che hanno pianto per Frank Sinatra...

07 novembre 2006

calcio balilla

metti che una domenica vai allo stadio con un tuo vecchio amico che vedi una volta ogni tanto. metti che questo tuo amico è appena stato eletto miglior giocatore svedese di tutti i tempi (no, non è Nacka Skoglund, in effetti non me lo spiego nemmeno io). metti che è a Empoli insieme a due giornalisti del suo paese che immortalano il ritorno del campione a quella che lui considera casa sua. metti che allo stadio c'è Empoli-Lazio e che i tifosi ospiti sono in sciopero del tifo e della fame. metti pure che Pannella s'incazza, perché questi scioperano per far uscire di galera dei delinquenti che hanno spaccato non so cosa. metti che non hanno nemmeno una bandiera, né uno striscione. metti che non cantano nemmeno una canzone e che solo dopo il gol della Lazio si alzano in piedi, fanno il saluto romano e urlano "du-ce du-ce" (con la c strascicata romana, tanto che il mio amico svedese, innocente creatura, mi dice: "ah, che carini, inneggiano a Buscè"). metti che i giornalisti sono sbalorditi (uno ha appena scritto un articolo su Lucarelli dal titolo "Cacciucco och Eurokommunismus" e cita Biermann). metti però anche che dalla curva dell'Empoli iniziano a cantare l'Internazionale. e metti pure che piano piano tutto lo stadio gli va dietro: la maratona, la tribuna inferiore, la tribuna laterale e qualcuno pure tra le autorità. mettici pure gli svedesi che cantano nella loro lingua. e capisci che questa piccola città non è affatto un bastardo posto, anzi.


(le uniche braccia alzate che ci piacciono)

epilogo: i laziali (tutti col grugno d'ordinanza, con le camicie - ahimè a quadretti - fuori dai pantaloni e i più puzzoni con cravatte dai nodi spropositati) non sapevano cosa stessimo cantando. si sono arrabbiati solo quando, sul gol del pareggio dell'Empoli (tra l'altro segnato da un italoalbanese) la curva (e solo quella) azzurra ha intonato - orrore orrore - "Bandiera rossa". Lotito era allibito (e mi si perdoni l'omotelito), anche perché un bambino, noto alle forze dell'ordine quale pericoloso bolscevico, gli ha detto che era molto più brutto di persona che non in tv.

p.s. ieri, giorno del suo onomastico, il Capoccia mi ha chiamato per la prima volta mamma.

05 novembre 2006

la solitudine di dio





il mondo esiste perché e finché io lo guardo
anche non visto il mio occhio ha da solo il potere di mantenerti in vita

io sono il signore della mia creazione



"eppure questo non basta"

02 novembre 2006

basta poco per essere felici


un bimbo dai sorrisi ariosi, che dorme rotondo e mangia cantando
un cane spelacchiato che annusa i suoi fantasmi e non abbaia alla realtà
un uomo timido accanto, che in un attimo, ma come accade spesso, cambia il volto a ogni cosa .
ecchissenefrega se è arrivato l'autunno, se non ho lavoro, se la materia di studio è infinita, se il mondo è in mano a Bush e non a Buscè.
in fondo, basta avere la salute. e tanto, tanto amore.