27 febbraio 2007

c'è chi non invecchia mai...







...e poi c'è LEI.
auguri alla quarantenne più splendida che ci sia, ci sia stata, ci sarà.

24 febbraio 2007

fa' qualcosa di sinistra


se volesse davvero fare le cose per bene, darebbe l'incarico per formare il nuovo governo a José
Luis Rodriguez Zapatero

20 febbraio 2007

auguri Feather!

Carissima compagna di mille avventure, in occasione del tuo ...esimo genetliaco vorrei farti degli auguri molto speciali. diciamo pure unici. ecco.


anche se non sembra, ti voglio bene. auguri e grazie se continui a essere mia amica.

16 febbraio 2007

the big omfaloscopy

sull'altro comodino in questi giorni è poggiato 1984* di orwell nella versione di gabriele baldini. il noto filologo nonché critico della traduzione (ex-ingegnerefilippino) di madrelingua spagnola che dorme accanto a me non perde occasione per farmi notare che il collega usa a sproposito la parola 'codesto', salta a piè pari dei bei pezzi di romanzo perché a suo avviso sarebbero incomprensibili al lettore italiano e fa un uso alquanto improprio dei participi passati.
ora, una sposa un ingegnere proprio per non ritrovarsi la sera a letto a parlare di lavoro. io speravo di addormentarmi cullata da un paio di algoritmi, abbracciata alla logica matematica e accoccolata ad ascoltare qualche funzione, ma si sa, l'amore è bello perché ti sorprende e va bene così.

ieri sera parlavo al telefono con una delle persone più piacevoli che mi sia mai capitato di incontrare. per puro caso questa persona è anche un mio datore di lavoro, nonché capo, nonché caro amico, nonché tante altre cose che non sto a specificare perché non credo che ve ne freghi granché. parlando con lui sono giunta alla conclusione che diverse tra le persone cui voglio più bene al mondo non hanno la mia fortuna, cioè non vengono importunate la sera a letto con questioni traduttologiche, né vengono svegliate nel cuore della notte perché chi dorme accanto a loro ha appena risolto il paradosso dei due gemelli. e sono giunta alla conclusione che queste persone sono da sole per un problema logistico, vale a dire che tutte lavorano troppo per avere una vita privata.

la mia mente perversa ha unito questi due discorsi e stanotte ho sognato di mettere in una casa senza spiragli tutte le persone cui voglio molto bene e che sono da sole, per vedere di risolvere il problema logistico. impedendo loro di lavorare e obbligandoli a convivere, magari sarebbe sorta qualche storia d'amore e tutti saremmo stati più felici. il problema è che i miei concorrenti erano un uomo e quattro donne, tutti rigorosamente eterosessuali, quindi più di una coppia non si sarebbe potuta creare. l'uomo inoltre sarebbe stato una specie di tronista e avrei rischiato di finire a lavorare per Costantino. pertanto l'annuncio:

cercasi ambosessi di vario orientamento sessuale per risolvere il problema che affligge le persone cui voglio più bene al mondo.

sì, lo so che il grande fratello esiste già, però noi siamo omfaloscopici, cioè guardiamo al nostro ombelico e ce ne freghiamo di quel che succede nella casa. le storie d'amore che sorgeranno all'interno saranno cazzi vostri. noi ci limitiamo a creare la situazione e al resto pensate voi.

*
per la cronaca nel 1984 l'Inter era allenata da Gigi Radice e quel campionato fu segnato da un inizio catastrofico: dopo 4 giornate eravamo ultimi in classifica e pensavamo già di buttare le sciarpe 'mai stati in B, nemmeno 2 volte'. a riprova del fatto che bisogna sempre essere ottimisti, finimmo quarti. forza cugini, nulla è perduto. come dite? non ci credo nemmeno io? bravi.

07 febbraio 2007

la maiala di su' ma'


sta per iniziare l'anno del maiale. per una, come me, che dal punto di vista astrologico è maiale (di cinta) ascendente aragosta, le aspettative sono enormi. speriamo davvero che di questo 2007 non si butterà via nulla...

06 febbraio 2007

invidia

soprattutto nei confronti del secondo

28 gennaio 2007

il perché di un acquisto


il vitello grasso di cui Berlusconi parla da tempo

parla come magni

perché già traduco per mestiere, non mi fa di farlo anche nella vita extralavorativa

25 gennaio 2007

"ce ne faremo una ragione"


Ho appena scoperto che stasera guarderà la semifinale di Coppa Italia in tribuna accanto a Galliani.

Certo, c'è semifinale e Semifinale.


Dov'è adesso nessuno gli dedicherà righe come queste:
"Giorni dopo, mentre camminavo senza meta per le vie del centro, un lampo visivo mi ha dato la scossa. Il pretesto era di natura tipografica. Sono tornato indietro, fino all’edicola della locandina rimasta nella coda dell’occhio. La dimensione delle lettere riduceva l’essenziale a due parole:
Moratti e Ronaldo. All’improvviso, il nerazzurro si è ripresentato come se niente fosse, carico di prospettive luminose: l’arrivo del fenomeno brasiliano, col suo modo di ridere dopo ogni gol, altri acquisti dai nomi esotici, il nuovo allenatore nato in provincia di Bologna, il Milan fuori dalle coppe l’anno che verrà.
Moratti e Ronaldo. Dovevo farlo sapere a Katia. Perché capisse che non è mai finita: è questa la semplice, precaria verità del calcio. Con incurabile speranza, adesso avverto che il peggio è passato e tutto ricomincia."

Spero che il Maestro mi perdonerà la parafrasi: voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora dribbli, voglio pensare che ancora hai un minimo di dignità e che come allora sorridi.

15 gennaio 2007

omfaloscopicamente vostre

dobbiamo arrenderci all'evidenza e ammettere che come blogger siamo fallite.
le vere blogger (le pulsatille, le lucarelle e compagnie belle) stanno sempre sulla notizia, commentano ogni avvenimento, mettono il dito in ogni piaga e ballano con ogni topo quando il gatto non c'è. noi ultimamente ce ne lasciamo scappare troppe. non ci indigniamo per i Caini giustiziati, non infamiamo i compagni imborghesiti perché si fanno operare nelle cliniche, non salutiamo nemmeno Beckham che se ne va in America.
abbiamo anche perso gran parte della nostra cattiveria. io sono troppo impegnata in lotte onanofreniche familiari e a sbavare dietro a mio figlio, cantando 'Obabaluba' e 'Pazza Inter amala' col coniglio Trozkji in mano. ultimamente, invece di prendere a sganassoni i cattivi, me la rifaccio con i calcoli renali, ne ho appena distrutto uno di un centimetro, che avrebbe messo in crisi anche un camionista bergamasco.
ecco, saremo fallite come blogger, ma, non so quanto coscientemente, abbiamo ribadito la politicità del privato. in un trionfo omfaloscopico.

29 dicembre 2006

Il gioco del libro più vicino

In genere non siamo i tipi da catene, né da Santi (da Sant'Antonio men che meno, da quando a sei anni dovetti trattenere il vomito davanti alla sua lingua, con la zia di mia madre che gridava all'eresia).
Però quando ci chiedono di parlare di libri, e soprattutto quando ce lo chiede un gran pezzo di donna come Laura, non possiamo tirarci indietro.

Ecco le istruzioni:
  • prendere il libro più vicino
  • sfogliare sino a pagina 123
  • contare le prime 5 frasi della pagina
  • riportare nel blog le 3 frasi seguenti
  • suggerire il gioco ad altri 3 blogger
Evito l'onnipresente Biermann e i libri che ho intenzione di proporre a qualche casa editrice a caso (visto che si parla di sesso, morti e internet, pensavo alle Edizioni Paoline) e sfoglio Acido solforico di Amélie Nothomb, Voland 2005, tradotto da Monica Capuani.
Apro una parentesi: Ho questo libro sulla scrivania per puro caso, però è una bella coincidenza, visto che il primo traduttore della Nothomb è una persona a me molto cara e una volta ho avuto pure il piacere di incrociare la scrittrice, che ricordo soprattutto per un bellissimo copricapo. Ancora non la conoscevo, ma se l'avessi conosciuta mi avrebbe ricordato la Ross. Chiudo la parentesi e procedo col gioco. Vado a pagina 123, conto le 5 frasi e leggo:

- Forza, Zdena, adesso metti giù quelle bottiglie e vieni a parlare con noi - dichiarò la voce paternalista di uno dei capi.
- Sentite, - sbraitò - io mi chiamo kapò Zdena e mi si dà del lei, va bene? Vi ricordo che le bottiglie molotov esplodono quando si rompe il vetro!

Visto il titolo del libro che mi è capitato tra le mani, non posso che passare il testimone a
-Jerome quando si riprenderà dai bagordi natalizi e nerazzurri
-Compagno di merende a patto che non scelga la biografia di Franco Baresi
-Benni che con quel sorriso può scrivere quel che vuole
redattori di un altro bell'acido (si dispensa dalle battutacce)

p.s. per Rudi: avrei voluto prendere Semifinale (libro che ha come sottotitolo 'una storia d'amore e di sconfitte intorno all'Inter prima di Ronaldo' ed è consigliabile anche o soprattutto ai non interisti e ai non appassionati di calcio), però poi mi avrebbero detto che sono di parte.

invece io (featheryca) scelgo non il libro più vicino da un punto di vista spaziale perché è quello che sto traducendo e quindi è in inglese, ma un libro che oggi mi sono ripromessa di leggere (e quindi vicino nel pensiero) riflettendo tra me e me sul medioevo dell'anima cioè il protrarsi di un'adolescenza spirituale anche in età matura che riscontro in molti soggetti che mi capita di incrociare. tutti di sesso maschile. che strano. il libro è l'autunno del medioevo di johan huizinga, bur 1995, tradotto da bernardo jasinsk:

i voti vengono fatti in nome di dio e della madonna, delle dame e dell'uccello. non sembra arrischiato supporre che qui la divinità non fosse, in origine, chiamata a raccogliere i voti: molti difatti non giurano che per le dame e l'uccello. c'è poca varietà nelle privazioni che ci si impone: di solito concernono il mangiare o il dormire.

il nesso tra l'immaturità e l'uccello è puramente casuale.

propongo questo gioco a:
iriade (in una delle rare pause tra i suoi viaggi interstellari)
eddie (che sa di cosa parlo. chi meglio di lui conosce gli uomini e gli uccelli? è natale. ho diritto a una battuta da film di vanzina)
e ross (che sicuramente avrà sulla scrivania un libro che a pagina 123 svela il senso della vita. quando torna, con calma)



(a proposito di molotov e uccelli, non possiamo esimerci dal citare D'Alema. vi avverto che non indovinerete, però provate a trovare il nesso)

28 dicembre 2006

quesiti di fine anno

senso di colpa e autofustigazione cattolica? efficientismo ed etica calvinista? o pura e semplice sfiga? ma com'è che da dodici mesi a questa parte appena ho qualche giorno di vacanza ne approfitto per ammalarmi?

24 dicembre 2006

I'm dreaming of a WILD Christmas

Dolly del mare profondo,
figlia di minatori,
si leva le scarpe e cammina sull'erba
insieme al figlio del figlio dei fiori.
E fanno la solita strada
fino al cadavere del grillo,
la luna impaurita li guarda passare
e le stelle sono punte di spillo.
E mentre le lancette camminano
i due si dividono il fungo
e intanto mangiando ingannano il tempo
ma non dovranno ingannarlo a lungo.
Infatti arriva Babbo Natale,
carico di ferro e carbone,
il figlio del figlio dei fiori lo uccide
con un coltello e con un bastone.
E Dolly gli pulisce le mani
con una fetta di pane,
le nuvole passano dietro la luna
e da lontano sta abbaiando un cane.
E la neve comincia a cadere,
la neve che cadeva sul prato
e in pochi minuti si sparse la voce
che Babbo Natale era stato ammazzato.
Così Dolly del mare profondo
e il figlio del figlio dei fiori
si danno la mano e ritornano a casa,
tornano a casa dai genitori

18 dicembre 2006

propositi per l'anno nuovo

i miei più cari amici lo sanno: se qualcuno mi pesta un piede chiedo scusa, se un altro mi prende a pesci in faccia io penso sempre che in fondo in fondo devo aver fatto qualcosa che ha scatenato la viulenza. un po' di autocritica non guasta mai nella vita. ma avere la sindrome dell'agnella di dio che toglie i peccati dal mondo e che si ammazza di sensi di colpa per conto terzi è un'altra cosa. che fa molto molto MOLTO male. e quindi, siccome quest'anno ho davvero esagerato con il cilicio, il proposito per l'anno nuovo è il seguente: essere stronza. cazzimmosa overamente. ma con cortesia ed efficienza.
sono già pronti all'uopo dei praticissimi buoni vaffanculo che distribuirò a tutti coloro coi quali entrerò in contatto. validi sempre e ovunque. uomo avvisato...

Discanto

di acqua e di respiro, di passi sparsi
di bocconi di vento, di lentezza
di incerto movimento, di precise parole
si vive di grande teatro, di oscure canzoni
di pronte guittezze si va avanti
di come fare, di come dire
di come fare a capire
di alti, di bassi battiti del cuore
fasi della luna e ritmi della terra
di intelligenza, di intermittenza
si vive di danze, di ballo sociale
di una promessa, di un faccia differente
di mediocri incontri, di bellezze
di profumi ardenti, di accidenti
rotolando si gira, si balla, si vive, si fa festa quella, questa
si picchia forte col piede nella danza e si sbaglia il passo
si vive di fortune raccontate e di viaggiare
e si cammina stanchi
e di lavoro e opposizione e corruzione
si vive di lenta costruzione e di tempo che ci inchioda
e di diavoli al culo, di fianchi smorti, di fuochi desiderati
si vive di pane, di speranza di bere un vino buono per l'estate
rotolando si vive di discorsi leggeri, cori di maschere notturne
canto e discanto
e giù divieti
e oli sulla pelle
e sorrisi di fantasmi
e fantasmi fotografati
e giù campane annuncianti
si vive di sguardi fermi
di risposte folgoranti
di lettere partite che aspettiamo in cima al mistero di essere così soli.
di questo si vive e di tant'altro ancora
che inseguiamo come i cani respirando dal naso
per finire invece ancora sorridenti, ancora abbaianti di un dolore a caso.


...perché non c'è solo Guccini.

17 dicembre 2006

Tocchiamoci

Per ovvi motivi familiari non posso e non voglio gioire



però fa un certo effetto sapere che il mondiale per club è stato vinto dall'Internacional di Porto Alegre con gol di un certo Adriano.

13 dicembre 2006

verità scomode


babbo natale non esiste ma chi lo tocca muore.
ieri leggevo di un'insegnante inglese che ha rivelato agli alunni, gettandoli in uno stato di sconforto e agnosticismo cosmico, che babbo natale non esiste. bimbi in lacrime, genitori indignati, preside infuriato, lettera di licenziamento. a parte il mio spirito di corpo (fantastico ossimoro) che mi spinge giustamente a vedere negli alunni il male assoluto e negli insegnanti tanti poveri agnelli sacrificali, devo dire che come bin laden e bernardo provenzano, babbo natale è un altro degli inafferrabili che godono di protezioni assurde. provenzano l'hanno preso, bin laden forse è pure morto, ma babbo natale non ce lo toglieremo mai dai coglioni. ricordate la famosa battuta dei soliti sospetti? "il più grande tiro del diavolo è stato convincere il mondo che lui non esiste"? be', babbo natale ha fatto di peggio: non esiste, fa credere di esistere e se lo attaccano si trincera dietro i bambini. chi colpisce babbo natale è trattato come un criminale perché colpisce i bambini, che in realtà babbo natale (o chi per lui, va' a sapere tutti i poteri forti che ci sono dietro) è tanto vigliacco da tenere in ostaggio per corromperli, già da piccolissmi, al materialismo e al consumismo più bieco.

e intanto il papa (santa ratzi, che ama vestirsi da babbo natale, non dimentichiamolo) dà sfogo alla sua verve di comico (a crozza e fiorello gli dà 'na pista). la battuta di ieri è esilarante: la pace nel mondo è minacciata dall'eutanasia e dall'aborto. ho ancora le lacrime agli occhi.

12 dicembre 2006

dimenticanze

impegnate a crescere figli propri e altrui, a tradurre libri più o meno immaginari e a combattere con microbi più che reali, ci siamo dimenticate di stappare una bottiglia dopo aver visto questa immagine:



mi dispiace solo che ha sofferto poco. nel suo caso (e solo nel suo caso) sarei persino stata contraria all'eutanasia, meglio una bella cacotanasia con accanimento medico e non solo.
spero che appena arrivato di là Victor Jara l'abbia corcato di botte. no, sarebbe poco buddista e poco omfaloscopico, spero che sia stato limonato con foga. da qualche migliaio di malati di mononucleosi.

11 dicembre 2006

prego astenersi poveri di spirito

la piccineria altrui non merita più di due secondi del nostro pensiero. e anche del nostro blog. poi rimane di chi vuole coltivarla. come sapete ormai da sempre. noi e il budello di su' ma' vestito da budda che ride preferiamo coltivare la bellezza.

09 dicembre 2006

le trasmissioni sono temporaneamente sospese



il duo omfaloscopico ha appena dimostrato di possedere doti sovrannaturali. sebbene situate a più di 200 km l'una dall'altra, le nostre si sono attaccate l'influenza.
a tanto non era arrivato nemmeno Moggi.

01 dicembre 2006

un genio

quest'uomo è un genio.
un comico nato. adesso si capisce da chi hanno preso i suoi figli (che, evidentemente, sono davvero figli suoi).

Prodi è un agente del KGB.

27 novembre 2006

c'è mancato poco...




pur di non farlo morire come Berlinguer, sarei andata a piedi a fargli la respirazione bocca a bocca.

24 novembre 2006

amici di chi?

è triste vivere in un paese in cui il telegiornale annuncia la morte di quest'uomo



dicendo solo che ha interpretato il film Amici miei

23 novembre 2006

ultimamente...

... non si contano le persone che mi stanno facendo cascare le braccia

21 novembre 2006

c'è vita su omfaloscopia

ultimamente ci è stato rimproverato il fatto che aggiorniamo troppo di rado il sito. a parte il fatto che saran pure cazzi nostri, riconosciamo di latitare, ma a nostra discolpa aggiungiamo che siamo assenti più che giustificate.

per non deludere i nostri numerosi fan, mi accingo a fare un resoconto bignamizzato delle notizie degli ultimi giorni che hanno catturato la nostra attenzione:

tan-tan-tan-taratàààààn-tattarataratààààn-tan. (questa è la sigla dei telegiornali RAI, sì, sono statalista e centralista e non vedo l'ora che vengano istituiti i piani quinquennali e i sovchoz).



1) il Global Consciousness Project, associazione con sede all'Università di Princeton, ha indetto il primo Orgasmo Globale Sincronizzato per la Pace. coloro che desiderano partecipare all'evento devono impegnarsi a raggiungere un orgasmo nelle ventiquattro ore del 22 dicembre, con una cuffia a fiori che ricordi Esther Williams, il costume arcobaleno e un ramoscello d'ulivo frai denti (certo che pur di battere chiodo i secchioni americani le tirano fuori di sotto terra).

2) Ian Thorpe attacca la cuffia al chiodo. a 24 anni ha vinto tutto in vasca e dice di avere altre priorità nella vita. smette quando è ancora al top, ma se ce lo ritroviamo all'isola dei famosi o se fa la fine di Platini giuro che lo prendo a pedate con i suoi stivali (calza 47).

3) il papa rimprovera Crozza per l'imitazione. da che pulpito... se lui si mette quei cappelli e fa il comico, non capisco perché un comico non possa fare il papa. comunque, Crozza, scherza coi fanti e coi santi, ma lascia stare Guccini, eh, che lo fai passare per un ubriacone e non mi piace.

4) presto in edicola il nuovo libro di Berlusconi dal titolo 'il calv(ari)o della libertà'.

5) Sa-lu-ta-te-la-ca-po-li-sta.


16 novembre 2006

a ciascuno il suo (mafioso)

certo che viene un po' da invidiare gli americani che hanno pianto per Frank Sinatra...

07 novembre 2006

calcio balilla

metti che una domenica vai allo stadio con un tuo vecchio amico che vedi una volta ogni tanto. metti che questo tuo amico è appena stato eletto miglior giocatore svedese di tutti i tempi (no, non è Nacka Skoglund, in effetti non me lo spiego nemmeno io). metti che è a Empoli insieme a due giornalisti del suo paese che immortalano il ritorno del campione a quella che lui considera casa sua. metti che allo stadio c'è Empoli-Lazio e che i tifosi ospiti sono in sciopero del tifo e della fame. metti pure che Pannella s'incazza, perché questi scioperano per far uscire di galera dei delinquenti che hanno spaccato non so cosa. metti che non hanno nemmeno una bandiera, né uno striscione. metti che non cantano nemmeno una canzone e che solo dopo il gol della Lazio si alzano in piedi, fanno il saluto romano e urlano "du-ce du-ce" (con la c strascicata romana, tanto che il mio amico svedese, innocente creatura, mi dice: "ah, che carini, inneggiano a Buscè"). metti che i giornalisti sono sbalorditi (uno ha appena scritto un articolo su Lucarelli dal titolo "Cacciucco och Eurokommunismus" e cita Biermann). metti però anche che dalla curva dell'Empoli iniziano a cantare l'Internazionale. e metti pure che piano piano tutto lo stadio gli va dietro: la maratona, la tribuna inferiore, la tribuna laterale e qualcuno pure tra le autorità. mettici pure gli svedesi che cantano nella loro lingua. e capisci che questa piccola città non è affatto un bastardo posto, anzi.


(le uniche braccia alzate che ci piacciono)

epilogo: i laziali (tutti col grugno d'ordinanza, con le camicie - ahimè a quadretti - fuori dai pantaloni e i più puzzoni con cravatte dai nodi spropositati) non sapevano cosa stessimo cantando. si sono arrabbiati solo quando, sul gol del pareggio dell'Empoli (tra l'altro segnato da un italoalbanese) la curva (e solo quella) azzurra ha intonato - orrore orrore - "Bandiera rossa". Lotito era allibito (e mi si perdoni l'omotelito), anche perché un bambino, noto alle forze dell'ordine quale pericoloso bolscevico, gli ha detto che era molto più brutto di persona che non in tv.

p.s. ieri, giorno del suo onomastico, il Capoccia mi ha chiamato per la prima volta mamma.

05 novembre 2006

la solitudine di dio





il mondo esiste perché e finché io lo guardo
anche non visto il mio occhio ha da solo il potere di mantenerti in vita

io sono il signore della mia creazione



"eppure questo non basta"

02 novembre 2006

basta poco per essere felici


un bimbo dai sorrisi ariosi, che dorme rotondo e mangia cantando
un cane spelacchiato che annusa i suoi fantasmi e non abbaia alla realtà
un uomo timido accanto, che in un attimo, ma come accade spesso, cambia il volto a ogni cosa .
ecchissenefrega se è arrivato l'autunno, se non ho lavoro, se la materia di studio è infinita, se il mondo è in mano a Bush e non a Buscè.
in fondo, basta avere la salute. e tanto, tanto amore.

30 ottobre 2006

giovani italiani




non è tanto il fatto che inneggino al fascismo, disegnino svastiche e scrivano viva il duce nell'ora di lezione. la cosa veramente triste è che non sanno che se vivessero davvero sotto un regime fascista i primi a pagarne le conseguenze sarebbero loro.

28 ottobre 2006

purtuallo meccanico

la omfa film production
presenta:
la storia anno di vita di una traduttrice costretta a tradurre libri agghiacchianti

25 ottobre 2006

amelia

capita che cadi, capita che non capisci, capita che ascolti la radio e una trasmissione sulla sindrome bipolare ti spiega tante cose (non tutto, l'ingiustizia della vita non te la spiega), capita che qualcuno ti dice cose che vorrebbe dire a se stesso, capita che ti fanno male comunque, capita che chiedi aiuto e trovi chi ti apre la porta, capita che con alcuni puoi parlare e con altri no, capita che per alcuni puoi parlare per altri no, capita che puoi parlare meglio con chi due mesi fa non esisteva nemmeno, capita che alcuni non hanno tempo (per guarire), capita che ti sei stufata di sentirti in colpa tu se qualcuno ti mente o ti aggredisce. capita che improvvisamente capisci che l'unica cosa che non devi perdere sei tu. capita che capisci che è il caso di camibiare rotta, volare più in alto. capita che l'oroscopo di questa settimana ti dice di non badare alle piccolezze, di volare, di essere come amelia earhart, protagonista di una delle tue canzoni preferite. amelia si è persa fra le nuvole. ma ne è valsa la pena. chi sta fermo è perduto comunque.

Maybe I've never really loved
I guess that is the truth
I've spent my whole life in clouds at icy altitude
And looking down on everything
I crashed into his arms
Amelia, it was just a false alarm

21 ottobre 2006

sere e flores

auguri!
con due giorni di ritardo per flores e uno d'anticipo per sere

GRAZIE. VI AMIAMO!

de putin madre!

putin e aznar leggono omfaloscopia e celebrano anche loro il Mese del Disprezzo Totale nei Confronti della Donna

Complimenti vivissimi!

19 ottobre 2006

parlare col muro

io leggo le scritte sui muri. quando abitavo a torino spesso mi capitava di leggerne di geniali, che poi finivano su muri&puri della stampa. secondo me alcuni le facevano apposta per finire sul giornale.
l'altro ieri passando in macchina davanti alla città universitaria ho visto questa scritta: io sono un mostro. tu sei un vigliacco. mi ha fatto riflettere per tutto il viaggio (lungo, visto il traffico post incidente nella metro). sul sesso dello scrivente. sui motivi per scrivere una cosa del genere. un assassino che denuncia se stesso e un complice? uno che voleva coniugare il verbo essere in modo bizzarro e poi si è scocciato o gli è finita la bomboletta? magari la prossima volta che ripasso trovo scritto egli è un pezzo di merda, ella è un mignottone, ecc. e perché non ha fatto i nomi? almeno quello del vigliacco? forse il vigliacco passa spesso di lì e sa che si parla di lui. forse non ha idea che si tratta di lui, non passerà mai di lì e vive nella convinzione, magari giusta, di essere tutto fuorché vigliacco. su un altro muro che vedo due volte a settimana c'è scritto che un certo carlo nonsocosa è un pappone. denuncia precisa, magari non vera o solo metaforica. ma queste accuse generiche e pesanti hanno un che di tragico e di universale. ho provato uno strano senso di gratitudine e di profonda pena per chi ha scritto quella cosa. gratitudine perché qualsiasi confessione, per quanto generica e anonima, è sempre da considerarsi un prezioso atto di fiducia. in questo caso fiducia nei confronti dei passanti, ma comunque fiducia è. pena perché c'è qualcosa di tragico in chi decide di lasciare a imperitura memoria, anche solo sua e di qualche passante tipo me, una immagine di sé così negativa. la denuncia del vigliacco che viene dopo non ha forza, e sta lì a sottolineare la violenza della confessione dell'io mostro più che la pusillanimità di questo tu.
in fondo un'accusa rivolta a un altro dice assai poco (e a volte proprio niente) dell'insultato e molto, moltissimo, dell'insultatore. ogni insulto è anche e soprattutto un'autodenuncia, un modo indiretto e a volte tragico di parlare sinceramente di sé.

18 ottobre 2006

quando ti entra una canzone in testa

Help me
(Joni Mitchell)
1974



Help me

I think I'm falling
In love again
When I get that crazy feeling
I know I'm in trouble again
I'm in trouble
'Cause you're a rambler and a gambler
And a sweet talking ladies man
And you love your lovin'
But not like you love your freedom
Help me
I think I'm falling
In love too fast
It's got me hoping for the future
And worrying about the past
'Cause I've seen some hot hot blazes
Come down to smoke and ash
We love our lovin'
But not like we love our freedom
Didn't it feel good
We were sitting there talking
Or lying there not talking
Didn't it feel good
You dance with the lady
With the hole in her stocking
Didn't it feel good
Didn't it feel good
Help me
I think I'm falling
In love with you
Are you going to let me go there by myself
That's such a lonely thing to do
Both of us flirting around
Flirting and flirting
Hurting too
We love our lovin'
But not like we love our freedom

15 ottobre 2006

ultime da Pisa



quest'uomo era di Compiobbi.
e probabilmente pure lui traduceva per diletto, visto che campava d'altro (forse d'insegnamento universitario).
che si iscriva pure lui in palestra per passare le ore d'ozio e lasci le traduzioni letterarie a chi vive (o vorrebbe vivere) di esse

13 ottobre 2006

e forse è per vendetta, e forse è per paura

o solo per pazzia, ma da sempre tu sei quella che paga di più, se vuoi volare ti tirano giù e se comincia la caccia alle streghe la strega sei tu
cantava una canzone di quando ero bambina.


come tutti sappiamo, cari amici omfaloscopici, è in corso il Mese Nazionale del Disprezzo Totale nei Confronti della Donna, con varie iniziative che si svolgono in tutta italia. violenze di vario genere si susseguono numerose. i cassonetti di ogni città sono stati addobbati all'uopo con mimose d'importazione.

mi ha colpito molto l'intevento di maria luisa busi ieri al tg1. non che abbia detto niente di nuovo (il silenzio è una seconda violenza, la paura di non essere credute, le battutine sarcastiche, il dubbio che sia tutta un'esagerazione o addirittura un'invenzione), ma ha parlato, ha detto quello che pensava lei, interrompendo la lettura delle notizie, nel corso del telegiornale più importante e più didascalico di questo paese in gran parte lobotomizzato.

anche per quanto riguarda la questione modelle anoressiche ecc., il nocciolo della questione è il disprezzo, il nocciolo della questione è che ci guardiamo con gli occhi degli altri, degli uomini, e ci odiamo. ci riflessivo e ci reciproco. siamo sempre e comunque, anche nei contesti in cui meno ce lo aspetteremmo, giudicate e valutate per il nostro ruolo sessuale. e se non ci sta bene siamo prive di senso dell'umorismo, siamo "isteriche". se diciamo no, se diciamo basta facciamo paura. ma sapere che chi aggredisce, chi deride, chi disprezza in fondo ha paura non è di grande conforto.

l'altro giorno parlavo con il mio medico curante, il saggio ubaldin dal ciuffo (mi han detto che ti piacciono i ragazzi col ciuffo mi han detto che ti piacciono i tipi come me ye ye ye è il nuovo inno di omfaloscopia) e ragionavamo sui massimi sistemi, come sempre, e sull'assenza di una forma di catarsi comunitaria nella società di oggi. un tempo una donna usciva tra i vicoli e urlava il suo dolore. penso al rito della taranta con una comunità che accetta la "pazzia" del dolore e la annienta. penso al finale di un film bellissimo come respiro. l'isteria, derisa e banalizzata dagli uomini e dalle donne stesse, era una richiesta di un abbraccio collettivo da parte della comunità. oggi non ci permettiamo più questi riti. sappiamo che l'abbraccio non verrà. sappiamo che tanto la comunità non c'è. scegliamo il silenzio. anzi, ci convinciamo che è una nostra scelta.

mi manca una conclusione. la lascio alla canzone di quando ero bambina: si dice amore, però no, chiamarlo amore non si può.

09 ottobre 2006

da portare con grazia

e maneggiare con cura. contiene tracce di vita. se ne sconsiglia la vicinanza ai deboli. di cuore

la vulnérabilité des chose précieuses est belle parce que la vulnérabilité est une marque d'existence.
simone weil

08 ottobre 2006

felicità è...

... un uomo con la camicia a quadrettini.
se ogni tanto se la cambia poi, siamo ancora più felici

02 ottobre 2006

post con dedica

dedicato a chi credeva che avessi l'istinto materno di uno scaffale Ikea



(eccomi nella foto col piccolo Ivar)

27 settembre 2006

addavvenì Zapatero

non so se vi è mai capitato di andare in nave in Sardegna. il traghetto della Moby è un non-luogo interclasse dove capita davvero di fare strane conoscenze, soprattutto se si viaggia con un cane dallo sguardo triste e con un bambino di due mesi logorroico.

la conoscenza di cui vorrei parlarvi oggi, però, non ha nulla a che fare né con l'animale, né col pargolo. bensì con la rivale in amore (del cane) e la genitrice, nonché ex-puerpera (del pargolo).
quella mattina mi ero alzata (o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao che non ci sta mai male) alle 5, mi ero messa una minigonna verde militare, le scarpe da ginnastica, un toppaccio marrone e il mio amato giubbino di jeans antidiluviano, mi ero a fatica pettinata e mi ero infilata un paio di occhiali da sole che facevano pendant col cane: un bijoux.

dopo l'ottavo caffè ciondolavo invocando Erode nell'area riservata ai bambini. mi si è avvicinato un signore, che mia madre avrebbe definito distinto, e mi ha detto: "ma lo sa che se Lei ingrassasse un paio di chili potrebbe sfilare?". avrei voluto rispondergli con un rutto, ma non avevo la forza di fare nemmeno quello. sono rimasta lì, impassibile, a fissarlo, nella speranza che si disintegrasse come il cattivo di un brutto cartone animato giapponese. e invece ha ripreso: "Lei ha un viso interessantissimo e una struttura fisica molto armonica, se ingrassasse qualche chilo potrebbe sfilare per Marina Rinaldi. ci pensi." e mi ha messo in mano un biglietto da visita.

per chi non lo sapesse, Marina Rinaldi è la stilista per le signore in carne, diciamo pure buzzicone. ora, va bene che non sono mai stata una silfide (mi sono sempre definita una diversamente magra), va bene che ho partorito due mesi fa una belva di 3,7 kg (allora, ora ha già superato la boa dei 7-dico-7) e che mi rimangono ancora 4 kg da buttare giù e qualche ciccetta da rassodare, ma al momento porto una 44-46. considerando che in Spagna il governo sta portando avanti un'intelligentissima battaglia contro le modelle troppo magre e l'anoressia, è possibile che in Italia una che porta una 44-46 sia ritenuta sull'orlo dell'obesità?

incerta se indurmi il vomito e farmi una striscia di zucchero a velo in quanto futura modella o se consolarmi con un bombolone alla crema in quanto cicciona repressa, ho fulminato il mio interlocutore con lo sguardo e gli ho detto: "le sfilate delle lardone le faccia fare al budello di su' ma'."

non sapendo che la collezione autunno-inverno 2006/2007 di Marina Rinaldi prevedono una linea in perfetto stile pirata.



se fanno anche la serie-Zorro, su' ma' è a posto!

18 settembre 2006

e invece ogni tanto bisognerebbe

una volta tanto non mi trovo d'accordo col Maestro, quando dice:

Non bisognerebbe mai ritornare.
Perché calcare i tuoi vecchi passi,
calciare gli stessi sassi
su strade che ti han visto già a occhi bassi?
Non troverai quell'ombra che eri tu
e non avrai quell'ora in più
che hai dissipato e che ora cerchi:
si scioglierà impossibile il pensiero
a rimestare il falso e il vero
in improbabili universi.


la settimana scorsa sono ritornata in uno dei luoghi in cui ho trascorso infanzia e adolescenza, ho calcato i miei vecchi passi, rivisto la terza e la quarta spiaggia, la scuola di surf di Punta Marana, il supermercato di Malu, il porto di Olbia e visi e voci che mi hanno accompagnato per tanti anni. è stato un viaggio nel tempo e negli affetti, tutti con qualche centimetro, qualche pargolo o qualche ruga in più, tutti con lo stesso cuore e le stesse manie. bello, bellissimo, carezze a un'anima negli ultimi tempi un po' bistrattata. in questa settimana invece molto coccolata, viziata e abbronzata.

chi non sentirebbe la mancanza di un posto così?



07 settembre 2006

peggio della regina elisabetta

sì, sì, per natale ero cià pell'e ke ito...

oioi kvesto mi sta un po' piccino, fetrai stasera ke mal di capo...
kuarta Keork, neanche a farlo apposta, la penna è tello stesso colore tella tonaca. mi sta ke è un pijoiux!


eh sì, kvesto me lo invitia anke Moira Orfei. Toaff a me mi fa una seka!

06 settembre 2006

ciao capitano presidente

in questi giorni è stato scritto di tutto sul presidente più elegante che si sia mai visto in giro. dato che odio le fiere del coccodrillo, aggiungo solo che la serietà al giorno d'oggi è un difetto ed è l'unico che gli si poteva rimproverare.
che la terra ti sia lieve, Signore dal nome floreale e dalla pettinatura impeccabile. spero che in Paradiso ci siano gel a sufficienza e palloni da calciare col sorriso sulle labbra.