08 luglio 2007

Marlon Brando è sempre lui 2

In occasione del viaggio a Berlino il capoccione è rimasto per la prima volta da solo con la nonna, la abuela e una tía (venute appositamente dalla Spagna). Non ero preoccupata, visto che è un bambino tranquillo e sereno, e soprattutto visto che mia suocera è una puericultrice con un master conquistato sul campo (sei figli tirati su senza nonni e senza zii in zona).
Come da previsioni, è stato un tesoro. Ha mangiato, dormito, giocato e fatto tutto quel che doveva fare senza versare neanche una lacrima, né accennare nemmeno un labbrino (o mussillo, mescolino, broncetto, puchero, Schmollmund, tanto per non fare torto a nessuno) . Bello di mamma.

Nonostante abbia apprezzato molto questa escursione in terra germanica, devo ammettere che un pochino mi è mancato. Soprattutto al mattino, quando, ancora mezzo addormentato, con le occhiaie e qualche residuo di notte, mi butta le braccia al collo e mi dice (molto a modo suo) che mi vuole bene.
Ho atteso con gioia il momento del riabbraccio (ora per favore non speculate anche su questo neologismo, pliiiiz), pregustando la gioia nel vederlo farmi le feste e le fusa insieme. Quando siamo arrivati a casa, ha cinto cameratescamente il collo del padre e ha persino fatto una specie di ballo di benvenuto, ha gridato, stretto i pugni, applaudito, battuto i piedi e riso di cuore. Per lui. Per me nulla.

Mi ha ignorato bellamente per due lunghi giorni. Me l'ha fatta scontare. Era come se volesse dirmi: "lui va bene, sta fuori tutto il giorno, ma tu non dovevi farmi questo". Faceva finta che non esistessi, ero trasparente. Con la coda dell'occhio controllava sempre dov'ero, senza però darmi la soddisfazione di rivolgermi una della sue occhiate maledette. Ecco, niente Fronte del porto, niente Tram chiamato desiderio, niente Apocalypse now (meno male anche niente Superman, Marlon nella figura del padre del supereroe



non si poteva proprio guardare). Piuttosto Sayonara, quando lui è arrabbiato con la giapponese e fa il sostenuto. Una tortura.

Ma ecco la svolta. Venerdì ha mosso i suoi primi passi da solo. E' corso per il corridoio tutto soddisfatto, con i suoi sandalini bianchi con gli occhi, orgoglioso come se avesse appena ucciso un leone a mani nude e ha urlato: "Mammaaaaaaa." Pace fu.

E Marlon Brando è sempre lui.

10 commenti:

hae ha detto...

OT parziale: io questo marlon brando nei panni del padre di superman lo avevo completamente rimosso; voglio dire: è una roba raccapricciante, pettinato come un industriale milanese degli anni '60 e vestito con la carta stagnola.

eppoi... quella S sul petto: è come se il padre prendesse il cognome del figlio; una sorta di rivoluzione nell'ordine bio-genealogico delle cose.

brr... :)

Liseuse ha detto...

A momenti mi commuovo!! :')
Devo tirare fuori tutta la krukkonia in me per mantenere un contegno decente.

LOL per la pettinatura da industriale milanese, come sottolinea hae!

Anonimo ha detto...

Ciao,
si parla di mamme e figli, e mi sento di dover dire la mia... e cioè, ritieniti fortunata, anzi fiera di te stessa e di Marlon Brando jr., perché se è riuscito serenamente a vivere senza di te per qualche giorno vuol dire che gli hai già dato un senso di sicurezza e autonomia non indifferenti. A me non è ancora riuscito: pensa che i 2 giorni di Fiera a Torino che mi sono regalata a maggio - dove ci siamo incontrate - mi sono costati cari.
Al ritorno la figlia piccola si è fatta venire la febbre e insieme al fratello ha cominciato un adagio che continua tutt'ora:lei dice, "è mia, mamma" e lui fa "no, è mia", e lei risponde, "no, è mia, mamma" e così via all'infinito, finché alla mamma, cioè io, non viene voglia di ripartire e questa volta per molto di più che due giorni...
Baci
Giovanna

P.S. C'è anche da dire, a discolpa dei piccoli, che pure alla mamma ce ne è voluto per staccarseli dal collo. Solo oggi, luglio 2007, e riuscita a concludere un'esperienza di allattamento iniziata nel lontano agosto 2002.
Ross docet!

omfaloscopia ha detto...

giovanna cara, non posso sentirmi fiera di me stessa, perché l'indipendenza di mio figlio non è merito mio, ma suo. è da quando è in fasce che vuole essere como un mayor, ci imita e non vuole essere accudito più di tanto. è lui che ha insegnato a me a lasciarlo in pace, gliene sono molto grata. in realtà non so nemmeno perché sia così poco mammone, visto che lavoro in casa e mi ha praticamente sempre frai piedi. sarà l'aria (solo quella, visto che di geni manco uno) basca in cui è cresciuto il padre?
di te si narrano cose sovrumane, tipo che un anno eri agli incontri di Urbino con tanto di pancione e passeggino. propongo la beatificazione con riserva: vergine mi sa che non lo sei più, martire non te lo auguro. grazie della visita e delle sempre belle parole.

lise ma chi ti dice che i crucchi sono insensibili? sono dicerie. non ti ricordi Kohl che piangeva alla cerimonia del passaggio delle consegne?
comunque, piangere non ha mai fatto male a nessuno :-)

hae e vogliamo trascurare il particolare dei sopracciglioni neri su capello candido? o la maglietta in domopack? anche i miti ogni tanto prendono delle cantonate. ed è sempre meglio dei congiuntivi sbagliati di Zenga.

ora torno a nanna, ditemi voi se è possibile arrivare al 9 di luglio con 39 di febbre e le placche in gola grandi come bambini delle elementari. tra l'altro il giorno prima dell'anniversario con la Feather (abbiamo dovuto persino rimandare un incontro ravvicinato) e del primo compleanno del capoccione. roba da bischeri.

nietta ha detto...

ma... Marlon! pazzesco. mi casca un mito.
ho un'amica la cui secondogenita ha mosso i primi passi il finesettimana scorso. lei però - purtroppo - non la può lasciare nemmeno mezz'ora con qualcun'altro... mammona fino in fondo!

giovanna ha detto...

Tanto per far sentire meno solo chi è a letto con la febbre, io l'ho avuta a 39 per tre giorni di fila, al che - stremata - mi sono arresa al vile antibiotico che non prendevo dai tempi della maturità (ovvero 20 anni!)anche perché avevo l'aggravante di una mano gonfia e dolorantissima, rimasta magicamente schiacciata nella porta d'ingresso dell'asilo di mia figlia. Solo che il maniglione antipanico, anziché scongiurarlo il panico, l'ha fatto venire a me, e pure grosso!
Quindi se proprio ci tieni ad avviare il percorso di beatificazione, Chiara, fai pure, anzi, già che ci sei, secondo me puoi pure tentare di farmi avere il titolo di "martire".
Ultima cosa: detto tra noi 4 gatte, ogni donna-traduttrice-moglie-mamma-senza troppi aiuti socio/economico/familiari (ovvero, delle quasi martiri :-)), è dotata di poteri sovrumani. Il problema è: durano all'infinito? Se sì, che rottura di scatole! Se no, quando stanno per esaurirsi, ci avvisate per piacere un po' in anticipo! Grazie!

omfaloscopia ha detto...

nietta, di' alla tua amica che evidentemente la figlia (soggetto) non ha saputo educarla (complemento oggetto, ed è la madre) bene :-)
quando zampettano insicuri e di corsa, con quei culoni cicciotti, sono la cosa più bella al mondo.

gioeste ti ricordo che se è arrivato il capoccione è anche un po' 'colpa' tua e dei tuoi auguri, non me ne far pentire.
io ho la sfortuna di non avere praticamente nonni, e la fortuna di avere un marito molto cooperante. al fine settimana si prende Marlon e se lo spupazza al 100%, lasciandomi lavorare. sì, in effetti la (sua) mamma è stata proprio brava, e anch'io sono orgogliosa di come l'ho educato.
in quanto ai poteri sovrumani, a me in questi giorni basterebbero anche quelli antibatterici.

grazie a tutti del supporto morale, torno a letto.

Liseuse ha detto...

Liebe Jolie
eine gute Besserung!
Per tornare alle commozioni: ma certo che i krukki possiedono gli stessi sentimenti umani che abbiamo tutti al mondo, ma li...esplicano meno? Si parlava infatti di contegno :o)
Però forse è una barca che fa acqua, come quelli che mi dicono "ah voi italiani, come gesticolate", a me che sono più o meno un albero senza rami, un tronco immoto, e poi vedo certi krukki che svirgolano nell'aere!!!

bitrix ha detto...

volevo aggiungere al tuo vocabolario regionale la parola "sapin" con cui nella mia famiglia materna si definisce il labbruccio. Non so proprio da dove derivi, perché nessun altro piemontese che non sia mio parente dice così.

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good