07 luglio 2007

Siete de julio San Fermín

Ultimamente ho avuto spesso attacchi di germanofilia acuta e ho trascurato parecchio quella che in realtà dovrebbe essere la mia seconda patria: la Spagna.

Oggi è San Firmino, uno dei santi più apprezzati in terra iberica, a Pamplona, capoluogo della Navarra e tappa obbligatoria per chi percorre il cammino di Santiago, impazzano i Sanfermines. Ho sempre pensato che San Firmino fosse il patrono della città navarra e che per questo tutta la regione si fermasse in questa seconda settimana di luglio, invece il santo protettore della città è San Saturnino. Questo povero cristo (è proprio il caso di dirlo) ha la sfiga di essere celebrato il 29 di novembre (giorno prima di Sant'Andrea, patrono di Empoli), giorno feddo, buio e umido un po' dappertutto, figuriamoci sull'Atlantico, pertanto i navarri - che insieme ai baschi fanno tanto gli indipendentisti ma quando si tratta di far baldoria sono più spagnoli degli spagnoli - si sono scelti una settimana estiva per ripetere i festeggiamenti. Lutero mi è sempre stato simpatico, ma i tedeschi proprio non ce li vedo a fare una cosa del genere.

La tradizione vuole che la baldoria prosegua tutto l'anno, tanto che basta entrare in un bar di Pamplona e cantare uno de enero, dos de febrero, tres de marzo, cuatro de abril, cinco de mayo (evvai, giriamo il coltello nella piaga), seis de junio, siete de julio San Fermín per trovare qualcuno che ci paga da bere.

I Sanfermines iniziano il 6 luglio, con il lancio del chupinazo, un razzo, e un bel discorso del politico locale che finisce sempre con un linguopoliticamentecorettissimo: "viva sanfermin! gora sanfermin!". Il culmine della festa si raggiunge con l'encierro, la corsa dei tori per le vie del centro. Le povere bestie (anche questo è davvero il caso di dirlo) vengono precedute da corridori pamplonesi esperti, che li guidano a colpi di giornale. Grazie soprattutto a Ernest Hemingway, che ha descritto queste giornate nel suo romanzo Fiesta, a rincorrere i tori sono sempre più spesso anche i turisti, soprattutto americani e ubriachi fradici. Non aggiungo altro.



Dico solo che secondo me le tradizioni vanno rispettate e portate avanti anche con passione, ma nel rispetto degli altri esseri viventi, siano essi a due o a quattro zampe, accada ciò in Spagna o in Italia (Nuwanda, sì, ce l'ho col palio, soprattutto fino a che non ci faranno fondare la contrada del maiale di cinta).

Io sono sempre stata di sinistra e interista, c'è bisogno che dica da che parte sto stavolta?

6 commenti:

hae ha detto...

"[...] tanto che basta entrare in un bar di Pamplona e cantare... cinco de mayo [...] per trovare qualcuno che ci paga da bere"


ecco, magari a Milano (in certe parti di Milano) è già più difficile che ti riesca :)

omfaloscopia ha detto...

be', a dirla tutta, non è poi così semplice nemmeno a Pamplona. bisogna entrare in un bar, iniziare a cantare la canzone e fermarsi al mese in corso, o a quello prima se non si è ancora passata la data che si va a citare. se qualcuno dei presenti nel bar cntinua comunque a cantare, vuol dire che ci sta offrendo da bere.

sul cinque maggio mi sa che è meglio non aggiungere altro. oramai sono 36 anni che me lo fanno festeggiare, con o senza Gresko.

p.s. noto con piacere che hai letto almeno una minima parte di questo post, prima di commentarlo

nuwanda ha detto...

Il problema della contrada del maiale di cinta è la tua pretesa che abbia l'ascendente aragosta...

Comunque, io sto ancora aspettando da te una ricetta seria della sangria. Seria nel senso che sia forte, con l'ascendente scozzese-irlandese e in perfetto "spirito" (doppio senso non casuale) firmin-contradaiolo!

hae ha detto...

sì, in alcuni casi¹ pratico la cosiddetta lettura obliqua.

buona domenica.


¹ casi in cui mi sento intellettualmente e/o emotivamente assai coinvolto.

omfaloscopia ha detto...

nuwanda come direbbero a Livorno: e ciai da aspettà 'na cèa, a casa mia la sangria non si beve. è roba da pischelli, qui solo Brunello, Santa Cristina, Sassicaia e bianchi di Navarra.

ma se l'aragosta fosse diessina, un pensierino ce lo faresti? mi ci vedo con Gess a fare la cheer-leader.

hae, in questo caso cos'è che ti coinvolge intellettualmente, la causa basca o Gresko?

nuwanda ha detto...

vabbe' (notare l'apostrofo)... però da uno zio di un cugino di un cognato dell'ingegnere pensavo la potessi tirar fuori una ricetta "seria"