09 luglio 2007

Devo ammalarmi più spesso



Oggi sono andata dal medico (mannaggia a lui, somiglia a Gerry Scotti ed era abbronzatissimo, sembrava il presentatore di un Passapalabra caraibico) e ho incontrato la mia bidella delle elementari. L'ho salutata calorosamente, convinta che non mi avrebbe riconosciuto, ed ero anche pronta a spiegarle chi ero, ma mi ha preso in contropiede: "Oddio, Chiara, sei sempre uguale, con quel sorriso contagioso e i riccioletti scuri." Le ho chiesto dei nipoti, delle figlie, degli acciacchi, della quasi vecchiaia e lei si vedeva che era tanto contenta. Io non ho raccontato niente di quel che ho fatto in questi anni, ma a un certo punto lei ha detto: "Sapevo delle lauree, del dottorato, degli anni in giro, e mai mi sarei aspettata che fossi rimasta la stessa bambina bella e semplice di trent'anni fa."

Sarà l'aria condizionata, saranno le placche in gola, sarà la febbre, ma sono due ore che non riesco a smettere di piangere.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

I bidelli non si ricordano di me, però nemmeno io di loro.
Segnale orario

hae ha detto...

Sarà l'aria condizionata, saranno le placche in gola, sarà la febbre, ma sono due ore che non riesco a smettere di piangere.


e questa dev'essere la Chiara caraibica. torna in te, ti prego. mi fai paura :)

weingarten ha detto...

È nostalgia?

Guarisci presto.

gioeste ha detto...

Secondo me quando si sta male fisicamente anche le emozioni decidono di precipitare. E allora non è un caso che capiti di vedere in televisione un film triste che più triste non si può, di ripensare che alla tenera età di 2 e 5 anni i figli ti sembrino già cresciuti troppo, che ti ritrovi a tradurre un libro sull'Olocausto, dove ti viene il dubbio che in ciò che si racconta ci sia ben poca finzione...
Sembra proprio che ci si debba sentire male, ma proprio male, per capire che in realtà si può stare anche molto peggio.
Ma poi passa: 2 giorni fa mi sembrava di delirare, adesso arranco ma va già meglio.
E comunque ho sempre pensato che piangere sia uno dei rimedi dell'anima più sani ed efficaci.
Ora un sorriso!

omfaloscopia ha detto...

mi dispiace avervi fatto preoccupare per nulla, ma le mie erano lacrime di gioia. non capira spesso di sentirsi fare un complimento così. almeno non capita spesso a me.

bella e semplice come una bambina di sei anni, ragazzi, anche la mamma di un duro rischia l'infarto.

segnale, mi dispiace per te. vuol dire che non hai avuto un personaggio splendido come la Maria nella tua infanzia. era (ed è ancora) una donna meravigliosa. e anche lei sa sempre che ora è (sennò come fa a suonare la campanella in tempo?)

silvio ha detto...

quelle lacrime sono un messaggio crittografato che ti manda la vita...
più salirai con gli anni e più riuscirai a decifrarle. vanne fiera sei sulla buona strada ,lasciale scendere e se puoi ascoltale,un giorno capirai il tesoro che contengono.ciaooo