01 novembre 2005

grana padano, non avrai la mia grana

mi sono accorta ora che nel post precedente la seconda parte della poesia era in realtà un'altra poesia, distinta e separata. ho provveduto a espungerla. ma siccome sono in questa fase di orgoglio femminile e di omaggio alla vera bellezza, ci terrei a invitare tutti i lettori di omfaloscopia a boicottare il grana padano. la pubblicità è troppo idiota. sarei tentata di dire che è offensiva, ma in realtà è solo colpevole di scemenza dolosa. e siccome le pubblicità vengono pagate fior di quattrini e ciò si ripercuote sul prezzo al pubblico del prodotto, la nostra arma, in quanto consumatori, è quella di punire coloro i quali buttano via questi soldi per fare campagne pubblicitarie indegne non comprando il prodotto. nello spot del grana padano si vede un giovanotto dall'aria sfigata ma allupata che mangia il grana padano ascoltando della musica a volume insopportabilmente alto. la sua vicina di casa brasiliana, ovviamente bella e giovane come tutte le brasiliane, suona alla porta e gli urla in testa di abbassare il volume, poi scorge sul tavolo il grana padao (ce li vedo i pubblicitari che dicono al cliente perplesso per la storpiatura del nome: "vedrete, grana padao diventerà un nuovo tormentone stile sanbittèr c'èst plus facile") e non capisce più niente. il tutto lascia presupporre che gliela darà quella sera stessa. dopo poco suona alla porta dello sfigato un'altra vicina di casa, questa volta anziana, che vorrebbe in prestito un pezzetto di grana padano. lo sfigato cafone fa finta di essere brasiliano (parlando spagnolo, per inspiegabili motivi) e non apre la porta. è vero che questo non è certo il primo spot in cui il possesso di un dato prodotto viene equiparato al possesso di una donna giovane e bona, ma di solito si tratta di merci destinate ad acquirenti maschi. peccato, per i pubblicitari che si sono spremuti ben bene le meningi per partorire questo capolavoro, che generalmente la spesa in famiglia la fanno le donne, spesso non giovani, non bonazze e non brasiliane, e io non vedo perché dovrebbero sentirsi invogliate a comprare il grana padano dopo aver visto lo spot dello sfigato che fa il cretino con la vicina bona e fa il cafone con la vicina anziana.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao
in onda oggi ho visto la continuazione di quel primo (ormai mitico...a me aveva fatto sorridere -ma poi per pudore me ne sono pentito...) spot: al supermercato. non te lo racconto per non rovinarti la sorpresa...
salutao
oscare

featheryca ha detto...

sì, l'ho visto ieri sera. questo sequel non è tanto offensivo per le donne quanto per l'intelligenza dello spettatore. ma d'altronde nelle pause pubblicitarie di talpe, isole dei famosi e marie de filippi che spot ci si aspetta di trovare? se rinasco faccio la pubblicitaria.

il cerchio si vergogna ha detto...

featheryca..NON LO FARE! consiglio di una pubblicitaria...perchè sbattersi a trovare soluzioni originali e vagamente intelligenti quando il cliente o il marcato ti fanno capire che non possono funzionare per vendere? La pubblicità del Grana Padao io la odio profondamente. lui con la sua faccia dai m**** e l'accento di lei brasiliana...e vabbè. ma tanto sta pubblicità vende...e la pianificazione è stata creata pensate pensate in ben 8 mesi..incredibile, ma dietro ci sono strategie pubblicitarie e di marketing allucinanti.. :)

featheryca ha detto...

che cosa non devo fare? comprare il grana padano? non comprarlo? rinascere e fare la pubblicitaria? se ti riferivi a quest'ultima cosa io lo dicevo non perché abbia intenzione, nella prossima vita, di migliorare il mondo con spot pubblicitari simili a piccoli film di kiarostami. lo dicevo perché mi sembra appunto un lavoro in cui non ci si sbatte più di tanto, in cui puoi dare libero sfogo ai tuoi pregiudizi sul pubblico di deficienti al quale dai quello che si merita.
largo all'avanguardia, pubblico di merda, tu gli dai la stessa storia tanto lui non c'ha memoria. sono proprio tutti tonti vivon tutti sopra i monti