27 maggio 2007

Motivi (validi) per festeggiare

parlavamo giusto di dilatazione o rattrappimento dell'ego, e due delle persone alle quali era dedicato il mio corso avrebbero potuto ricevere in questi giorni una bella pompatina all'autostima, se solo fossero coscienti del proprio, sterminato, valore.

in Italia in genere i premi letterari sono una farsa. vengono organizzati e distribuiti, come le onorificenze, un po' a caso, un po' a cazzo e molto secondo le leggi del marketing. però è successo questo e questo e sono cose buone e giuste.

sono stati premiati un romanzo e una raccolta di poesie di due scrittori che manco so chi siano, tradotti rispettivamente dalla co-tenutaria di questo blog e da un neoacquisto frai commentatori e io, che sono amica di tutti e due, sono proprio contenta. non so quanti soldi avranno guadagnato i nostri illustri artisti della penna, ma credo che dovrebbero spendere buona parte della somma ricevuta per fare un bel regalo a Feather e a Irote, che poco hanno fatto per il cosa, mentre tutto hanno fatto per il come di questi due premiatissimi tomi.

in effetti, il mondo della traduzione letteraria costituisce un'eccezione nel panorama della cultura, del costume e del life-style del nostro paese. è l'unico ambito in cui non si è capito che virtù non luce in disadorno ammanto.


questo, anche se somiglia di più al mio compagno di banco delle medie, il mitico Fensi, è Giacomo Leopardi, autore dell'Ultimo canto di Saffo. ultimamente mi hanno dato dell'intellettuale, e io voglio dimostrarmi all'altezza della mia fama

un bacio, un abbraccio a questi due autori invisibili e un grazie di esistere e di lottare insieme a noi.

7 commenti:

chiara m. (l'altra) ha detto...

Complimenti a Federica!
Ma non c'è qualcosa che non torna nella motivazione della giuria?
Cito: "La narratrice scozzese A. L. Kennedy è uno dei più dotati giovani scrittori emersi nel panorama letterario anglofono degli ultimi 15 anni. Nella sua raccolta di racconti, 'Stati di grazia', la Kennedy ci regala una profonda esplorazione del territorio, oscuro e indefinibile, del cuore umano. La sua prosa [NdC: Direi piuttosto la prosa della sua traduttrice] vivace ha continui lampi di acume e perspicacia. La scrittrice [NdC: Anche qui cambierei qualcosa e citerei la sua traduttrice] possiede un orecchio straordinariamente sensibile ai dialoghi e una rara capacità di tracciare i labirinti delle emozioni umane. I personaggi della Kennedy anelano e lottano per relazionarsi a un 'altro' che è fin troppo inafferrabile. E quando gli uomini e le donne delle sue storie cercano di trovarsi l'un l'altro, e 'toccano' l'altro in modo tangibile, il legame che ottengono non è mai stabile o garantito. Gli 'stati di grazia' di cui la Kennedy scrive sono sempre in bilico e mai certi di durare nel tempo. Nondimeno, nel nostro viaggio attraverso questo paesaggio cangiante fatto di ombre e di luci, la Kennedy ci consola, si trasforma in una guida che è al tempo stesso brutalmente onesta, compassionevole e ironica".

hae ha detto...

complimenti anche da parte mia.

SOYUZ1968 ha detto...

Allora "zebrotte" neroazzurre...

La stagione calcistica è finita con il vostro sudatissimo scudetto che vi attendeva da quasi 20 anni.

Ed è finita con la Coppa dei Campioni che ha atteso il Milan per un tempo assai più breve.

E non dimentichiamo il grande campionato della Reggina che ha battuto oggi i Campioni d'Europa.....

Forza Milan e Berlusconi Presidente.....Presidente sì ma solo del Milan ;-)

Anonimo ha detto...

Grazie tesoro per le sentite e toccanti parole, così vere e profetiche soprattutto alla luce di quanto avventuto alla premiazione (Matar, il mio autore, ha poi vinto il primissimo premio, una "borsa" di 15.000 Euro). Pensate che per quell'umile peones (plurale voluto, vedi thread su biblit)del traduttore ci sia stata almeno una menzione? Un pacchetto di noccioline? Un paternalistico buffetto sula guancia? Due nocchini jolieiani? Macché, nulla di nulla: non s'abbia a montare i'capo. Evidentemente gli insigni giurati hanno letto il libro in originale o hanno dato per scontato che l'anglolibico scrivesse in italiano . E allora perché riempirsi la bocca dell'importanza della traduzione nelle dotte prolusioni vallombrosiane e perfino già nel bando?
Perplessirote

chiara jolie ha detto...

ecco, traduttore nell'ombra, oltre al corso di megaleghìa ti serve anche quello di bicchieremezzopienismo.

non stare a guardare quello che ti hanno detto quei cafoni, pensa a quello che ti ha detto Matar, e cioè "this prize is mostly yours" e all'articolo sul Corriere della Sera (sì, perché noi qui s'ha a che fare con gente che viene definita parecchio brava sul Corriere, mica pizza e fichi).
chi ha i bravura, l'ha capita, mentre i puzzoni possono anche andare a farsi benedire.

io sono contenta di essere tua amica (amica, sì, vabbe', si fa per dire)

Anonimo ha detto...

solo una parola: grazie
irote

alexandra ha detto...

volevo farlo anch'io, tradurre, l'ho fatto per due amici (più invisibile di così) scrittori e poeti, uno portoghese e l'altro brasiliano, poi la disperazione ha avuto il sopravvento...ciao