11 dicembre 2006

prego astenersi poveri di spirito

la piccineria altrui non merita più di due secondi del nostro pensiero. e anche del nostro blog. poi rimane di chi vuole coltivarla. come sapete ormai da sempre. noi e il budello di su' ma' vestito da budda che ride preferiamo coltivare la bellezza.

6 commenti:

Compagno di merende ha detto...

Ma cosa stanno facendo?

featheryca ha detto...

un mandala. un modo di svuotare la mente da tutta l'immondizia che cerca di entrarci e riempirla solo con la bellezza che si sta creando in quel momento. spesso i mandala, una volta finiti, vengono distrutti. perché quello che conta è farli, non averli fatti. come dice dice pasolini: solo l’amare, solo il conoscere conta, non l’aver amato, non l’aver conosciuto. dà angoscia il vivere di un consumato amore. l’anima non cresce più.

Crita ha detto...

in parole quotidiane: è importante ogni singolo passo che compi all'interno di una ricerca, nel corso di un'esperienza, o alla caccia di un obiettivo, non solo il risultato finale. Goditi anche i momenti di viaggio quando hai deciso di recarti da qualche parte: sono importanti quanto la meta stessa. E scoprirai che il viaggio è stato più intenso di quanto anche solo immaginavi. E che anche ciò che sembra da scartare, perché secondario, può avere un senso. Ascolta la voce che porti dentro di te, prima di ogni cosa, ma non provare a ingannarti. Rovini inutilmente l'armonia che possiedi.

Damiano ha detto...

Come dice un film che mai avrei pensato potesse insegnarmi qualcosa: «Non è importante quello che si trova alla fine della corsa. È importante quello che si prova mentre si corre».

Benni ha detto...

Pasolini probabilmente ha ragione, ma basta leggere il mio ultimo posto per capire quanto sia difficile, almeno per me, almeno in questo momento forse, vivere le sue parole.
Baci e abbracci diffusi

don Nick ha detto...

Essere poveri significa banalmente non essere ricchi. Cosa significa allora il suo contrario? Chi è ricco di spirito? Sul subito essere ricchi di spirito non sembra una cosa così negativa, ma Gesù lodando il suo contrario ci pone in una prospettiva nuova.
La fede non è passare da un meno ad un più, ma il suo contrario. L'uomo parte già come autosussistente e attraverso l'incontro con Dio deve perdere questa falsa illusione e così passare da un più ad un meno, dall'essere ricco di spirito all'essere povero di spirito.
Significa fare spazio a Dio, svuotando la propria vita di tutto ciò che abusivamente ne occupa il posto e ci ingolfa in una falsa felicità.
Per gli antichi il peccato è mancare il bersaglio, sbagliare la mira (traduzione letterare di hamartia = peccato): ogni volta che ci arricchiamo di uno spirito sbagliato manchiamo obiettivo e ci allontaniamo da Dio.