03 ottobre 2005

l'ideale

nella città ideale abbiamo scoperto che il traduttore letterario ideale per l'editore medio è

1) donna, ricca di famiglia, o mantenuta da un marito ricco (se non vuole campare di traduzione)
2) donna, senza marito e senza figli, senza amici né vita sociale, dorme due ore a notte, ha una dieta di pane e cicoria (se vuole campare del suo lavoro)

per fortuna gli editori non sono tutti uguali. la prima conclusione che ho tratto, dopo il convegno di urbino è questa: se possibile lavoriamo solo con gli editori che ci somigliano, solo con quelli che stimiamo e che rispettano il lavoro del traduttore. perché ricordiamo: se un editore non rispetta il traduttore, non rispetta il libro, non rispetta il suo pubblico. ma per fortuna ci sono ancora diversi editori che capiscono l'importanza del nostro lavoro, che sanno che qualità e quantità sono concetti distinti e separati. in questi giorni ci siamo fatti qualche ideuccia in proposito...

11 commenti:

Anonimo ha detto...

lascia perdere le traduzioni linguistiche e traduci tecnicamente la sconfitta dell'inter, vai....
beghemot
PS: meglio l'empoli mi sa...

featheryca ha detto...

potrei parlare del formia, che non so neanche più in che girone militi o se esista più calcisticamente parlando. ma a parte tutto: che c'entrano le vicende calcistiche dell'inter con la traduzione? anche se l'inter perde i libri vanno tradotti lo stesso. è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo...

zia Vale ha detto...

... ma non lasciamoci incantare neanche da quegli editori che parlano di rispetto, di amore, di devozione, di libri che ci devono somigliare o che dobbiamo sentire nostri ecc. ecc. Perche' se questo e' il nostro lavoro, un libro cosi' ci capitera' forse una volta l'anno (se abbiamo culo), e da tutti gli altri libri manterremo una seria, sobria, professionale distanza (e se ci fanno vomitare prenderemo della magnesia); e perche' puoi anche avere una profonda ammirazione per il mio lavoro e sederti con me a rivedere le virgole per pomeriggi interi, ma se poi mi paghi dopo sei mesi mi stai prendendo per i fondelli. In parole povere: gli editori sono da considerarsi pericolosi per gli umani anche se non provocati...
bello 'sto blog, me piace.

zia Ross ha detto...

E soprattutto ricordiamoci che per tradurre l'ideale è scordare l'esistenza di quell'inutile oggettucolo buono solo per i feticisti dall'immondo nome di voc......io

Ocampo ha detto...

dopo le jornadas, ho deciso di fiondarmi sulla promozione di nuovi voci italiane in lande ispanoparlanti

E POI secondo me le tariffe nel c.d terzo mondo che si riuscirebbero a spuntare sono + alte... il che la dice lunga

si accettano proposte e suggerimenti

Krautbradipo ha detto...

Sottoscrivo tutto quanto, e aggiungo che le giornate mi hanno confermato che troppe volte ogni vicenda traduttoriale (tanto quella umana del traduttore quanto quella creativa e mercantile del libro) fa storia a sé, e molto della sensazione di lavorare 'senza rete'(soprattutto per chi è nella posizione di non-più-esordiente-ma-non-ancora-professionista) sta nell'assenza di paletti, regole, prospettive comuni degne di tal nome. Dagli editori questa 'unità di intenti' ho ben capito che non la si può avere, ma noialtri possiamo fare qualcosa, infittendo gli incontri, gli scambi, le occasioni di confronto eccetera? Se la risposta è sì, facciamolo. Hasta il vocabolario.

omfaloscopia ha detto...

'o famo strano? che dite?

featheryca ha detto...

cara ross, come hanno puntualizzato molti editori illuminati il compenso in denaro di un traduttore è direttamente proporzionale alle volte che deve consultare un vo*******io. logica granitica che non fa una piega, direi. e ricordiamo quello che in molti hanno sostenuto: dovremmo farci bastare la bellezza dei testi che traduciamo. diciamola tutta: dovremmo pagare noi loro, che ci danno l'opportunità di fare questo mestiere...

Anonimo ha detto...

in effetti fossi un editore non vi pagherei per nulla. non vi divertite abbastanza???
beghemot (che verra' linciato dopo questa sacrosanta affermazione....)

chiara jolie ha detto...

sì, ti si lincia, anche perché si sa quanto pagano voi ingegneri per non fare assolutamente nulla

Anonimo ha detto...

cara CJ, io ingegnere???? ma che fai offendi?? io gli ingegneri l manderei nell'arena, armati di reti e tridenti come retiarii a battersi contro i secutor!!!
beghemot (lanista a tempo perso)