"e siamo noi, che abbiamo intorno ai trent'anni" cantava locasciulli (un ceppo dei lo cascio emigrato in abruzzo?) in tempi in cui i trentenni mi sembravano vecchissimi e forse lo erano davvero. siamo noi che abbiamo decisamente più di trent'anni, dicevo, che abbiamo avuto dei giocattoli ben strani di cui si potrebbe parlare per ore e ore. uno di questi era la bambola fanella. chi se la ricorda? io me la ricordo bene. ha segnato la mia infanzia e la percezione della mia femminilità. la bambola fanella aveva i capelli neri e lisci come i miei, gli occhiali e anch'io ce li avevo, un neo sulla guancia destra, come me, un nome che iniziava con la f, come il mio. ma fondamentalmente la bambola fanella era racchia. tutti mi dicevano che mi somigliava. e io ci credevo. riuscite a imaginare cosa significa crescere con la convinzione di essere la bambola fanella? una bambola che non solo era meno femminile di un asse da stiro ma cantava, grazie a dei dischi che le mettevi nella schiena, canzoni deliranti. una di queste faceva "gianni morandi ha le mani grandi". e io la cantavo insieme a lei. ed è per superare questo trauma infantile che ho deciso di mettere sul mercato una nuova bambola: la brazipa ganza, che mi somiglia un po' di più di fanella e che se le metti un disco dietro la schiena ti dice "so' cognat'a gianni morandi".

1 commento:
leggere l'intero blog, pretty good
Posta un commento